Legnini: «Se mi candiderò, lo farò per questa terra»

2 Dicembre 2018

L’ex vicepresidente Csm: «Vorrei un cambiamento radicale» Gentiloni: «Lui può dare un contributo straordinario»

PESCARA. «È una decisione non semplice che sottintende molte valutazioni e riflessioni, ma se mi candiderò lo farò esclusivamente per amore di questa terra e di questa regione, poiché condivido le preoccupazioni di tantissime persone e perché vorrei stimolare anche altri ad occuparsi del futuro dell'Abruzzo. Se mi candiderò, e ripeto se lo farò, sarà per un progetto di radicale cambiamento, altrimenti non c’è la necessità che io lo faccia». Risponde con un “se ipotetico” l’ex vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura Giovanni Legnini alla domanda del direttore del FLA Vincenzo D’Aquino se sarà lui il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Abruzzo. Ieri pomeriggio, all’auditorium Petruzzi di Pescara, Legnini ha partecipato all’incontro con l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in occasione della presentazione del suo libro “La sfida impopulista” pubblicato con Rizzoli. «Non vorrei deludere le attese di tutti coloro che in questi giorni mi chiedono se mi candiderò», rimarca Legnini, sottolineando di non aver fatto «nessun passo, né avanti e né indietro», ma di avere bisogno di tempo per «completare il quadro delle persone e delle liste in campo» e che «solo all’esito di questo processo comunicherò la mia decisione».
«Sono onorato e commosso», ha poi aggiunto Legnini tra gli applausi della sala gremita per l'occasione, «dalle numerose richieste, sollecitazioni e attestati di stima che ricevo da alcune settimane. C’è la necessità di un impegno molto largo e molto diffuso, ma in questo contesto non ci sono salvatori della patria. La società abruzzese ha la necessità di scrivere una pagina di protagonismo che io sollecito, visto anche il particolare contesto. Mi fa molto piacere che dai dialoghi con le persone si coglie la consapevolezza del carattere non ordinario della mia candidatura, considerato anche il mio percorso istituzionale. Non sto facendo il prezioso», ha assicurato Legnini, «ma occorre un progetto che va condiviso con persone che debbano impegnarsi. Ad oggi questa parte del progetto non è ancora chiara. E se non lo sarà non mi candiderò, mentre se sarà almeno sufficientemente chiara lo farò». In platea c’erano tra gli altri il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, l’assessore comunale alla Cultura Giovanni Di Iacovo che ha introdotto l’incontro e numerosi consiglieri comunali del Pd, simpatizzanti e semplici curiosi. «L’autorevolezza e l’esperienza di un signore come Legnini sarebbe fondamentale per l’Abruzzo», ha commentato Paolo Gentiloni in chiusura, «una personalità di questa levatura può dare a questa regione un contributo straordinario». Poi, a chi gli chiedeva del congresso Pd: « Chi appoggerò come segretario tra Zingaretti e Minniti? Appoggerò tutto il Pd, faccio il tifo per tutto il partito, i candidati principali sono due miei ex ministri: Minniti che ha fatto cose straordinarie e Zingaretti che è il presidente della mia regione e forse ha un tasso di novità che può essere interessante».
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