Lemme: spiagge all’asta, il rinvio uccide imprese e anni di lavoro

8 Settembre 2024

PESCARA. «È un provvedimento che ammazza anni di lavoro e di eccellenze, con una norma che umilia le famiglie balneari italiane senza tutelare e rispettare il valore aziendale, quest’ultimo...

PESCARA. «È un provvedimento che ammazza anni di lavoro e di eccellenze, con una norma che umilia le famiglie balneari italiane senza tutelare e rispettare il valore aziendale, quest’ultimo riconosciuto a tutte le imprese del mondo tranne che alle nostre».
Sono durissime le parole di Sandro Lemme, coordinatore regionale Confartigianato Imprese demaniali Abruzzo, contro il decreto del governo Meloni che rinvia a settembre del 2027 le vendite all’asta delle concessioni balneari. Senza però risolvere alcun problema della categoria che sostiene il turismo estivo in Abruzzo.
Lemme fa una chiamata alle armi. «Auspichiamo un immediato coinvolgimento delle associazioni di categoria, ad oggi tenute all’oscuro di tutto ed utilizzate soltanto per arrivare con l’acqua alla gola ed ormai purtroppo nelle sabbie mobili. Sono certo», incalza l’imprenditore balneare pescarese che vanta una lunga esperienza sul campo, «che organizzeremo una mobilitazione nazionale, sperando che i colleghi escano dall’individualismo di chi agisce e decide singolarmente. Questa norma celebra ancora una volta il non voler decidere una vera riforma e, soprattutto, butta la palla in tribuna ingessando ancora di più l’intraprendenza italiana e gli investimenti, che sono fermi da 10 anni».
La sua analisi del testo del decreto e della situazione del settore prosegue in modo puntuale: «Ci risulta che numerose fabbriche di attrezzature balneari, da circa 5 anni, sono state costrette ad applicare agli operai la cassa integrazione perché non si vende più nulla. Oltretutto, nella norma non si interviene con l'auspicata modifica dell'articolo 49 del Codice della Navigazione, che ad oggi non riconosce alcun indennizzo al concessionario uscente, che invece avrebbe consentito una maggiore valorizzazione degli investimenti. Di contro», sottolinea Lemme, «si inserisce un articolo che recita: “Ai fini della valutazione delle offerte, l’ente concedente applica anche i seguenti criteri di aggiudicazione, nel rispetto del principio di parità di trattamento, di massima partecipazione e proporzionalità”. Ma questo articolo, se entriamo nel dettaglio», rimarca Lemme, «rischia di creare una competizione sul prezzo, che finisce per favorire i grossi gruppi a discapito dei più piccoli».
L’ultimo rilievo critico riguarda la mappatura della costa che ha comportato mesi di lavoro. «Ma dopo riunioni con ben otto ministeri, nella Presidenza del Consiglio, per mappare la costa italiana», conclude il coordinatore regionale di Confartigianato balneari, «con il decreto arriva anche l’abrogazione del Tavolo tecnico concessioni». (c.s.)