Leombruni raggiunto da un avviso di garanzia

3 Settembre 2023

L’inchiesta. Continuano le minacce di morte sul telefono dell’uomo. Marsilio: «Condanno le intimidazioni»

AVEZZANO. Sarà il super esperto di balistica, Paride Minervini, a tracciare l’esatta traiettoria del colpo di fucile che ha ucciso l’orsa Amarena. E a definire il punto esatto da cui è stato esploso, oltre a dare una risposta sulla precisa distanza tra l’uomo e l’animale. Il conferimento dell’incarico avverrà domattina negli uffici giudiziari di Avezzano. La nomina è stata voluta dal procuratore Maurizio Maria Cerrato che sta coordinando l’inchiesta sulla tragica fine del plantigrado, avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì. L’avviso di garanzia è stato consegnato all’indagato Andrea Leombruni, assistito dagli avvocati Stefano Guanciale e Berardino Terra. Il 56enne di San Benedetto dei Marsi è accusato di uccisione di animale per crudeltà o senza necessità. Minervini si era già occupato dell’uccisione dell’orso a Pettorano sul Gizio, anche in quel caso colpito a morte con una fucilata (per l’episodio nel settembre 2014 è stato condannato un ex operaio Anas, Antonio Centofanti, ndr). In passato ha trattato importanti casi, dall’omicidio di Nicola Calipari in Iraq a quello della giornalista Ilaria Alpi in Somalia, fino alla vicenda di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un agente di polizia. Leombruni ha raccontato di avere sparato d’istinto, per paura, trovandosi l’orso di fronte. Esplodendo l’unico colpo da un fucile calibro 12 caricato a palla, impiegata per la caccia ai cinghiali. Ha detto la verità? Oppure lo scenario è un altro? Perché il bossolo esploso di colore verde è stato trovato a una certa distanza dal punto in cui l’uomo dice di avere sparato? Domande alle quali Minervini, su incarico del procuratore Cerrato, dovrà fornire risposte. La perizia riguarderà anche le altre armi (due fucili e una carabina ad aria compressa) e le munizioni trovate in casa dell’indagato. Sempre domani verrà conferito un incarico per l’esame autoptico sulla carcassa dell’orsa, che si trova nell’Istituto zooprofilattico regionale, sede di Avezzano. Altro incarico irripetibile. In questo caso la nomina è stata affidata a Rosario Fico, responsabile del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria dell’Istituto zooprofilattico Lazio e Toscana, e a Stefania Salucci, responsabile della sede avezzanese dell’Izs. I legali di Leombruni potranno a loro volta nominare dei consulenti, sia per la necroscopia che per gli accertamenti balistici. Al momento, per la Procura, la parte offesa è rappresentata dal Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’uomo che ha sparato, intanto, continua a ricevere minaccia di morte. Almeno sette le telefonate intimidatorie, senza contare i messaggi sui social. Gli avvocati Terra e Guanciale presenteranno una denuncia contro ignoti «per arginare questa deriva populista e forcaiola». Lo stesso presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha condannato la violenza social o verbale: «Confermo la volontà della Regione di costituirsi parte civile nel processo che seguirà, ma nello stesso tempo condanno le minacce e le intimidazioni che hanno raggiunto l’autore colpevole di questa uccisione, minacce che hanno costretto le forze dell’ordine a istituire un servizio di sorveglianza a tutela della sua incolumità. A un atto incivile non si risponde con la barbarie».