Letta a Teramo: 10 giorni per convincere gli indecisi

Il segretario dem: «Partiamo da qui per mandare a casa anche Marsilio»
TERAMO. Da Teramo il Partito Democratico prende la rincorsa per affrontare gli ultimi dieci serratissimi giorni di campagna elettorale con l'obiettivo di convincere quella fetta di indecisi che può fare la differenza. Ma dal capoluogo aprutino parte anche una sfida più a lungo termine, quella alla Regione a guida Marsilio.
È il doppio binario sul quale si è mosso ieri sera il segretario del Pd Enrico Letta nella sua unica tappa abruzzese del tour elettorale: una piazza Sant'Anna gremita ha accolto il leader del centrosinistra salito sul palco fra gli applausi di simpatizzanti, sostenitori e “big” abruzzesi del partito schierati in prima fila.
I punti centrali del programma e i grandi temi nazionali, la forza dei candidati e l'appello a spingere sull'acceleratore per convogliare verso il Pd «il voto di quel 42% di elettori che ancora oggi è indeciso: a queste persone dobbiamo parlare, a tu per tu, per spiegare il nostro programma, le nostre idee», ha detto Letta che ha dedicato più di un passaggio del suo comizio al governo regionale di centrodestra sottolineando come le elezioni del 25 settembre possano rappresentare anche «un trampolino per mandare a casa Marsilio».
LA CANDIDATA TERAMANA. Ad aprire il comizio è stato Michele Fina, segretario regionale del Pd e candidato al Senato, che ha subito accolto con un abbraccio la candidata di partito Stefania Di Padova, in corsa per la camera dei Deputati. Abruzzese, avvocata, assessora al bilancio del Comune di Teramo: un identikit che da solo spiega la scelta della piazza di ieri per la tappa abruzzese di Letta. «Ringraziamo il segretario per la sua presenza qui: la scelta di questa città è dovuta al fatto che qui c'è l'unica persona che può essere, anzi che sarà, eletta parlamentare per Teramo», ha esordito Fina riferendosi a Stefania Di Padova attorno alla quale ha invitato tutti gli abruzzesi e i teramani a stringersi per consegnare al Parlamento una donna che rappresenti la sua terra, votata dalla sua terra.
L'avvocata e assessora ha poi preso la parola: piglio deciso, fermo ed orgoglioso, ha sottolineato come il suo legame col territorio dove è stata candidata rappresenti «un valore aggiunto».
Di Padova ha rivendicato l'importanza di vivere nella comunità e nei luoghi che si governano o si rappresentano, richiamando indirettamente le candidature catapultate nei collegi abruzzesi e direttamente l'attuale situazione regionale: «Basta con chi pretende di governare la Regione da fuori regione. Con Marsilio abbiamo già dato», ha detto ponendo come contro altare il lavoro fatto in Abruzzo e per l'Abruzzo da personalità del Pd quali Stefania Pezzopane, Luciano D'Alfonso, Giovanni Legnini.
LETTA E I BIG. I pezzi grossi del Pd abruzzese erano in piazza ieri sera, così come diversi candidati alle politiche quali Stefania Catalano, Ernesto Graziani, Fabio Ranieri e Luciano Di Lorito. Presente anche Rita Innocenzi (Indipendente), che a fine comizio è salita sul palco per l'abbraccio con Letta. Non l'unico abbraccio: un saluto caloroso e fraterno il leader del Pd l'ha riservato a Legnini, in piazza insieme al sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto e al vice sindaco Giovanni Cavallari. Fra i presenti anche la presidente regionale del partito, Manola Di Pasquale, il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, sindaci e amministratori abruzzesi di centrosinistra.
I GRANDI TEMI. «Sono felice di essere qui a Teramo, dove mancavo da un po' di tempo. E sono felice perché questa città avrà presto una parlamentare». Così Letta ha esordito dal palco, lanciando la corsa per gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale da vivere «intensamente, all'attacco, parlando con le persone, spiegando loro il nostro programma e il funzionamento dell'uninominale, convincendo quella parte di indecisi a votare per noi». Dal salario minimo, ieri approvato dal parlamento europeo e che Letta intende introdurre in Italia, alle misure per le imprese; dalle politiche giovanili ai temi dell'inclusione e dei diritti; dal lavoro all'istruzione: il leader dem ha toccato i punti chiave del programma elettorale ricordando in chiusura, prima di congedarsi, come le scelte del prossimo 25 settembre non siano un “like” sui social che può essere rimosso in qualsiasi momento, ma abbiano un peso decisivo «sulla vita del Paese per i prossimi cinque anni».

