Leu apre la crisi e abbandona Florindi

Caso Linda: si dimettono il vicesindaco Fabbiani e due consiglieri. L’opposizione: «Via i responsabili dello sfascio»
CITTA’ SANT’ANGELO. Crisi al Comune di Città Sant’Angelo: il vice sindaco Alice Fabbiani e i consiglieri Mirko Collevecchio e Pierpaolo Di Brigida (Liberi e Uguali) hanno lasciato la maggioranza. E così il consiglio comunale straordinario convocato su richiesta dell’opposizione per avere chiarimenti sui terreni di via Colella, è diventata l’occasione per aprire una crisi che covava da tempo. Da mesi infatti la sinistra chiedeva la testa dell’amministratore della Linda Guido La Torre, accusato non solo di aver fallito gli obiettivi del servizio di igiene urbana, ma anche di aver spinto i lavoratori all’esasperazione, con lavoro straordinario e mezzi vetusti. «Per la risoluzione dei problemi e l’avvio del porta a porta abbiamo ritenuto opportuno la sostituzione del presidente della Linda tramite bando, ma tale richiesta non è stata presa in considerazione», scrivono Fabbiani, Collevecchio e Di Brigida. «Non possiamo non ricordare anche una questione ai tempi del rinnovo del presidente della Linda, dove indicammo la possibilità di un bando per il rispetto della parità di genere nei ruoli apicali delle società partecipate, grazie all'opportunità offerta dalla legge Madia. Anche in questo caso la nostra proposta non è stata accettata. La nostra scelta di coerenza, la scelta di stare sempre dalla parte dei lavoratori e della buona politica, ci porta comunque fuori dalla maggioranza ma disponibili a votare qualsiasi punto del programma elettorale a cui abbiamo contribuito in primis nella sua stesura. Restano altre questioni aperte e importanti per il nostro Comune come il Prg e il bilancio da approvare. Un bilancio che, vista la situazione, dovrebbe prevedere la ricerca di soluzioni più condivisibili all’interno del consiglio per salvaguardare i beni comunali». Un “avvertimento”, insomma, e il sindaco Gabriele Florindi ne «prende atto», tanto che questa sera è convocata la riunione del Pd angolano. «Se dovesse fallire, dopo 50 anni, l’esperienza del centrosinistra a Città Sant’Angelo, la colpa è solo mia, che ho scelto le donne e gli uomini che hanno composto la mia lista e il mio esecutivo. Adesso ci sarà il bilancio da approvare, atto dovuto di responsabilità alla cittadinanza: se avrò ancora una maggioranza, lo si vedrà nella seduta consigliare di approvazione. In caso contrario, torneremo tutti a casa e ognuno se ne assumerà la responsabilità». Inutile insistere sulla mancata mediazione sulla Linda: «Sono a posto con la mia coscienza per come ho amministrato la mia comunità con massima dedizione, abnegazione, trasparenza e soprattutto onestà. Resto a disposizione per qualsiasi soluzione che vada solo ed esclusivamente a beneficio della mia comunità». Tra i due litiganti il terzo gode: il nuovo gruppo di opposizione SiAmo Città Sant’Angelo costituito dai consiglieri Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo chiede una verifica di maggioranza in vista dei prossimi atti da approvare. «Riteniamo il Pd angolano unico responsabile di questo fallimento, e per questo chiediamo le dimissioni di tutti quelli che hanno ridotto il nostro Comune in queste condizioni».
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