Lezioni da casa per 1.800 alunni Contagi anche negli asili nido

21 Gennaio 2022

Salgono a 88 le classi in isolamento fiduciario o in quarantena fra l’infanzia, le primarie e le medie Ieri altri 200 assenti nelle mense comunali. Santilli conferma: «Gli istituti non possono essere chiusi»

PESCARA. Nelle ultime ore, in città altri 355 nuovi casi di Covid, 996 in tutta la provincia. E nelle scuole è boom di positivi fra studenti, insegnanti, collaboratori. Un’impennata di contagi che non sembra volersi arrestare. Sino alla giornata di ieri, erano 88 le classi fra scuola dell’Infanzia, primaria e medie in dad, per un totale di quasi 1.800 studenti. Nelle mense, a fronte di 3.300 iscritti, mancavano all’appello 1.200 alunni. Duecento in più rispetto alla giornata precedente, quella di mercoledì. Dati che fanno stare tutt’altro che tranquilli. Diversi i casi anche nei nidi. Due giorni fa, chiuso l’asilo “Il gabbiano” di via Cecco Angiolieri, ieri, sospesa la didattica in una sezione del nido “La conchiglia” di via Vespucci. Alla luce di questa situazione, ogni giorno più critica, c’è chi chiede di chiudere le scuole. Fra questi, il presidente della Commissione comunale Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica, Fabrizio Rapposelli. «Mi pare assurdo», sottolinea, «continuare a giocare una sorta di roulette russa esponendo i ragazzi al rischio di contagio, soprattutto se consideriamo che con ogni probabilità da lunedì prossimo l’Abruzzo e quindi Pescara entreranno ufficialmente in zona arancione, a testimoniare l’aggravarsi della situazione e della diffusione del virus. Propongo dunque di chiudere le scuole in presenza per almeno una o due settimane e, nel frattempo, di sfruttare il tempo a disposizione per organizzare lo screening obbligatorio di massa per tutta la popolazione studentesca».
Ma per il sindaco Carlo Masci e il vice sindaco Gianni Santilli, che la delega alla Pubblica Istruzione, ciò al momento non è possibile. «Sulla chiusura delle scuole, come ho già detto», spiega Masci, «ci sono delle disposizioni nazionali ben precise. Come specificato anche dal prefetto ai sindaci, attraverso una nota, i primi cittadini non hanno autonomia in questo senso, visto che il governo ha codificato le attività che si possono svolgere. Devono ricorrere determinate condizioni per decidere la chiusura delle scuole, deve esserci la zona rossa e serve il parere favorevole della Asl».
«Le scuole, quindi», ribadisce Santilli, «non possono essere chiuse. Non dipende da noi, dall’amministrazione comunale. Dal momento che conosciamo benissimo le difficoltà che ci sono, rinnovo l’invito a fare attenzione e a rispettare alla lettera le regole che ci sono. E ciò per cercare di tornare al più presto in una situazione di normalità».