Lezioni di pallacanestro ai bimbi ucraini

PENNE. Sport e solidarietà per i bambini dell’Ucraina ospiti nel Cas del Cea Antonio Bellini di Penne. La Basket Penne e la Asd Progetto gioco hanno deciso di aprire gratuitamente i loro corsi ai...
PENNE. Sport e solidarietà per i bambini dell’Ucraina ospiti nel Cas del Cea Antonio Bellini di Penne. La Basket Penne e la Asd Progetto gioco hanno deciso di aprire gratuitamente i loro corsi ai ragazzi in fuga dalla guerra. L'iniziativa è nata con l'obiettivo di consentire ai giovani, che sono arrivati e che stanno ancora arrivando, di continuare a fare sport e provare a ritrovare il sorriso.
Nel concreto le due associazioni cestistiche pennesi hanno deciso di mettere a disposizione di tutti i bambini ucraini fra i 6 e i 18 anni, le famiglie o le associazioni di volontariato che li ospitano, la possibilità di partecipare ad uno dei tanti corsi presenti nel programma abituale di attività di pallacanestro. «Credo che questa iniziativa possa rappresentare un’occasione per i bambini in fuga dalla guerra ma anche per tutti noi, perché ci consente di capire l'importanza di principi fondamentali come la pace tra i popoli, l’inclusione e la solidarietà», ha commentato il responsabile tecnico Guglielmo Di Paolo. «Valori da coltivare e preservare per le generazioni attuali e future. Lo sport ha sempre incarnato questi principi e, nel nostro piccolo, cercheremo sempre di essere presenti e di fare la nostra parte con questa e altre iniziative per i bambini e le famiglie in difficoltà».
La partecipazione ai corsi sarà gratuita e le lezioni saranno tenute da laureati in Scienze dell’educazione motoria. Per favorire l’integrazione e per far sentire un po’ più a casa i nuovi ospiti sarà a loro disposizione anche un interprete. «In questo momento così difficile è doveroso scendere in campo in maniera concreta per aiutare i bambini e i ragazzi ucraini che sono stati sottoposti a terribili sofferenze causate dalla guerra e che hanno visto la propria vita stravolta nel giro di pochi giorni», ha aggiunto Giacomo Di Flavio, responsabile della Progetto gioco. «Lo sport si avvale di un linguaggio universale che include tutti e che tutti possono capire indipendentemente dalla lingua o dalla provenienza. Crediamo che in questa situazione, lo sport possa aiutarli a vivere momenti di divertimento e socializzazione e a favorire l’inclusione, ma soprattutto ci auguriamo possa regalare loro qualche sorriso».(f.bel.)

