Liberazione, festa con i bersaglieri

Montesilvano. Esibizione della Fanfara, il sindaco: «È il compleanno di tutti noi»
MONTESILVANO. Festeggiamenti solenni, ieri mattina a Montesilvano, per la Festa della Liberazione. In occasione del 25 aprile, l’amministrazione del sindaco Ottavio De Martinis ha organizzato una cerimonia che da piazza Indro Montanelli è arrivata al Museo del Treno, facendo sosta in piazza Diaz e lungo via Roma. La prima tappa della manifestazione, alla quale hanno preso parte i componenti delle istituzioni, delle associazioni combattentistiche e d’arma e delle associazioni cittadine, e i rappresentanti delle forze dell’ordine – polizia municipale, carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato e guardia costiera - è stata proprio davanti al monumento ai Caduti con la consueta deposizione della corona commemorativa. Il corteo si è poi spostato davanti al municipio dove, in una piazza gremita, è andata in scena l’esibizione della Fanfara dei Bersaglieri, proseguita lungo via Roma per arrivare al Museo del Treno dove, accolti dall’ex sindaco Renzo Gallerati sotto la tettoia in legno tra i vecchi vagoni storici, i Bersaglieri sono andati avanti con altri brani in omaggio alla Festa della Liberazione.
«Proprio oggi, 78 anni fa, rinasceva la nostra Italia», ha commentato il sindaco De Martinis. «Quello di oggi è quindi un compleanno, il compleanno di tutti noi, e questa è perciò la nostra festa, la festa di tutti gli italiani: società civile e rappresentanti delle istituzioni, amministrazione comunale e associazioni combattentistiche e d’arma, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle forze armate. È la festa di tutti i cittadini che si ritrovano insieme sotto la bandiera del loro Paese, per scoprirsi vicini l’un l’altro, accomunati da cultura, valori e identità. Credo che questa non sia la giornata esclusiva di qualcuno, così come non credo che qualcuno possa sentirsi escluso, non coinvolto: questa è la giornata di tutti».
Il sindaco ha poi evidenziato che il 25 aprile è «la giornata che ci deve ispirare il superamento di quegli steccati e contrapposizioni ideologiche generate esattamente un secolo fa. Molto tempo è trascorso: il mondo è profondamente cambiato e con esso è mutata la nostra società. Il sistema internazionale frammentato e conflittuale, l’emergenza climatica e ambientale globale, i nuovi incerti paradigmi economici, culturali e sociali all’orizzonte, ci chiamano a nuove sfide. Potremo affrontarle e superarle solo se saremo in grado di farci trovare uniti, non separati o dilaniati da polemiche che il trascorrere dei decenni hanno privato di sostanza». (a.l.)

