Liberi professionisti «Il mio progetto di legge»

26 Gennaio 2019

PESCARA. «Il libero professionista che lavora, progetta, dirige un cantiere, o che svolge qualunque altra mansione, va pagato, sia dalla Pubblica amministrazione che dal privato committente, e non...

PESCARA. «Il libero professionista che lavora, progetta, dirige un cantiere, o che svolge qualunque altra mansione, va pagato, sia dalla Pubblica amministrazione che dal privato committente, e non può diventare l’ultima pedina dello scacchiere, sottopagato o, spesso, retribuito solo con compensi simbolici». Parte da questo assunto il progetto di legge depositato ieri mattina dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Lorenzo Sospiri: «praticamente il primo all’esame dell’ormai prossima legislatura regionale», sottolinea. «Prima di concedere qualunque autorizzazione o di chiudere un’istanza di un privato, il Comune, la Provincia o la Regione devono farsi consegnare la lettera di affidamento dell’incarico a un libero professionista e, all’atto della conclusione dell’opera, devono ricevere la dichiarazione con la quale lo stesso professionista certifica di essere stato pagato, con la presentazione della fattura alla pubblica amministrazione, in modo da contrastare anche il fenomeno dell’evasione fiscale».
Un dispositivo che si prefigge due obiettivi: «Innanzitutto tutelare il lavoratore-libero professionista, vittima, anch’esso della crisi economica», prosegue Sospiri, «dall’altro produce problemi rilevanti con clienti non solvibili, quindi crescono i lavori già eseguiti e non pagati. Nell’ordinamento regionale esistono norme di contrasto al fenomeno, aggravato dall’abolizione dei tariffari, ma il buco nero resta nell’affidamento di incarichi professionali da parte dei privati, con professionisti che spesso ricevono compensi non proporzionali alla quantità e qualità del lavoro svolto, se non quando si vedono corrispondere compensi simbolici, senza certezze circa i tempi di erogazione. Ecco allora che entra in gioco il mio progetto di legge che mira a restituire dignità alla libera professione, impedendo anche il ricorso a modalità di compenso irregolare». (e.r.)