Libertà e sospensione dal lavoro per Di Pietrantonio e Di Carlo

L’ex segretario cittadino Pd e l’ex assessore sospesi per un anno dall’esercizio di un pubblico ufficio E giovedì al Tribunale del Riesame si discute sulla revoca dei domiciliari anche agli altri tre arrestati
PESCARA. Alla vigilia della discussione davanti al tribunale del riesame dell’Aquila per la revoca delle misure cautelari ai cinque protagonisti dell’inchiesta “Grandi Eventi” (programmata per giovedì) la procura di Pescara gioca d’anticipo e dà il suo parere favorevole al gip Elio Bongrazio per la sostituzione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di due di loro, Moreno Di Pietrantonio e Simona Di Carlo, con la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per un anno. Quindi, da ieri, l’ex segretario cittadino del Pd, nonché dirigente della Asl di Pescara, Di Pietrantonio, e la ex assessora Di Carlo, potranno uscire di casa, ma non andare a lavorare nella struttura sanitaria di appartenenza. I due provvedimenti sono analoghi.
L’avvocato Anthony Aliano (che assiste Di Pietrantonio), oltre a presentare il ricorso al riesame, aveva anche depositato istanza al Gip per la revoca della misura che è stata quindi parzialmente accolta dal giudice. «Ritenuto che le esigenze cautelari di cui all’ordinanza si sono attenuate», scrive il Gip, «per effetto della determina della Asl con la quale l’indagato è stato sospeso dal servizio per tutta la durata dello stato di restrizione, e della comunicazione che lo stesso Di Pietrantonio ha inoltrato alla Asl per la sua autosospensione dall’incarico di direttore facente funzione; ritenuto necessario, al fine di evitare il rischio di reiterazione di analoghe condotte, che il prevenuto possa riprendere servizio, giacchè egli ha sfruttato tale incarico per porre in essere le condotte illecite contestategli in favore della coindagata Di Carlo, a parziale accoglimento della richiesta...» il giudice decide per la scarcerazione, sostituendo la misura con l’interdizione dal servizio. Un passaggio importante per Di Pietrantonio che gli spiana la strada per il riesame. I giudici aquilani dovranno comunque esprimersi sulla esistenza o meno dei presupposti per l’applicazione dei domiciliari e, qualora dovessero revocare l’ordinanza, scatterebbe l’istanza dell’avvocato Aliano per annullare anche la sospensione dal servizio. I due erano i protagonisti di uno dei tre filoni dell’inchiesta: quello relativo al concorso in Asl che sarebbe stato disegnato addosso alla Di Carlo proprio per l’interessamento del suo compagno di partito. Gli altri due filoni riguardano invece i Grandi eventi, dove l’ex assessore Giacomo Cuzzi (l’unico a rispondere all’interrogatorio di garanzia) è coinvolto con il promoter Andrea Cipolla (quest’ultimo secondo l’accusa sarebbe stato favorito da Cuzzi nell’assegnazione di 21 importanti concerti); mentre nell’altro filone troviamo lo stesso Cuzzi insieme a Di Carlo e Di Pietrantonio, per i presunti favori fatti all’imprenditore Cristian Summa (anche lui ancora ai domiciliari insieme a Cuzzi e Cipolla) per la realizzazione di 10 progetti che il Comune gli affidò sempre direttamente (come a Cipolla), e dunque senza nessuna evidenza pubblica. Ora tutta la questione è nelle mani dei giudici aquilani che dovranno decidere se quegli arresti erano sorretti da quanto prevede la norma sulle misure cautelari, soprattutto alla luce del fatto che sarebbero arrivati a distanza di un anno dall’apertura dell’inchiesta e quando al governo della città non c’era più il centrosinistra (a Cipolla sono state poste sotto sequestro tutte le società con le quali operava).
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