Libri, zaini e quaderni: la spesa media è di 350 euro

22 Agosto 2018

Parte la corsa agli acquisti. I negozianti: «Quest’anno prezzi più cari del 3 %» 

PESCARA. Che l’istruzione abbia un suo prezzo è cosa risaputa, ma con il passare del tempo, le spese che le famiglie sono costrette a sostenere per mandare i propri figli a scuola, diventano sempre più alte.
Anche quest’anno, con l’avvicinarsi della riapertura degli istituti, è partito l’assalto a cartolibrerie e mercatini dell’usato. La parola d’ordine è come sempre risparmio, ma la missione, se non impossibile, risulta quanto meno difficile.
Più si va avanti negli studi e maggiore è la spesa: se per la scuola elementare i libri sono gratuiti (previa consegna alla libreria di fiducia di un apposito cedolino rilasciato dalla scuola), si arrivano a spendere anche 750 euro per l’acquisto di un kit completo richiesto da un liceo.
Uno dei punti più frenetici in città è la Cartolibreria Bovio, dove da giorni si registra un viavai di genitori e ragazzi. A gestire il flusso ci pensa uno dei titolari, Federico Vanni, che da dietro il bancone fa il punto sulla stagione alle porte: «Qui vendiamo tutto, libri nuovi, usati, penne, quaderni e zaini». E dà subito un dato: «Rispetto allo scorso anno il costo medio si è alzato del 3%. Posto che i libri per le scuola elementari sono gratuiti, già per l’ingresso alla prima media occorre considerare una spesa di 300 euro. A cui bisognerà aggiungere almeno 150 euro per ciascuno dei due anni successivi, a completamento del percorso. Questo perché alcuni libri comprati all’inizio si trascinano dietro per tutto il triennio».
Poi ci sono le superiori, dove occorre fare un distinguo, come sottolinea lo stesso Vanni: «Le scuole professionali hanno dei costi più contenuti. La spesa del primo anno si aggira tra i 300 e i 350 euro, che poi vanno rinforzati lungo il cammino. Se invece parliamo dei licei si arriva quasi a raddoppiare, sfiorando in alcuni casi i 600 euro. Su questa cifra molto incidono i vocabolari, come quelli di latino e greco». Una cifra considerevole quindi, che spesso le famiglie riescono a limare grazie al mercato dell’usato: «Così facendo si riesce a risparmiare un buon 40%, ma occorre fare attenzione allo stato dei libri, non sempre in perfette condizioni». Quindi precisa: «La crisi ha colpito maggiormente la classe media. Chi 15 anni fa comprava il nuovo senza troppi pensieri, oggi cerca l’usato». Anche perché le spese non finiscono qui: «Per ogni studente occorre considerare da 70 a 150 euro di corredo, vale a dire quaderni, astucci, matite, diari e zaini. Qui la spesa varia a seconda che si scelga il prodotto griffato o quello in offerta».
E allora ben vengano i famosi mercatini dell’usato, dei veri e propri punti in cui vendere e acquistare libri di testo, con il pensiero fisso al portafoglio. Uno dei principali lo troviamo in viale D’Annunzio ed è il Mercatino del Porto. Qui ci lavora uno dei soci, Massimiliano Anzellotti, che lo gestisce insieme ai suoi familiari da circa 30 anni: «Venire a fare la spesa da noi significa risparmiare un buon 50%. Abbiamo migliaia di libri, anche se purtroppo dopo un solo anno diventano inutilizzabili a causa delle edizioni in costante aggiornamento e finiscono al macero». Ma qual è la clientela che preferisce rivolgersi al mercato dell’usato? «Tendenzialmente le famiglie meno abbienti e quelle con più di un figlio. Però devo dire che da qualche anno a questa parte si vede anche la fascia benestante, forse per una questione di principio». Tuttavia, nonostante l’evidente risparmio, anche questo è un settore in calo: «Due sono i motivi», spiega Anzellotti «il primo sono i continui aggiornamenti, che obbligano a rivolgersi al nuovo. Il secondo è dato dal fatto che anche le cartolibrerie si sono adeguate, offrendo l’usato». Ma come lavora un mercatino? «Acquistiamo testi pagando subito il 30% del valore o il 40% in conto vendita. Abbiamo un database con tutti gli elenchi delle scuole regionali. Il cliente che viene da noi deve solo dirci scuola, anno e sezione, noi gli proponiamo tutto ciò che è disponibile».
Un ulteriore mercatino si trova in via del Circuito e si chiama Spaz. A gestirlo c’è Matteo De Blasis, il quale non fa altro che confermare i dati snocciolati dai colleghi: «E’ vero, scegliendo l’usato si arriva a risparmiare il 50%, mentre il nostro guadagno è del 10%. Noi lavoriamo solo con le scuole superiori e in piccolissima parte con l’università. Chi viene da noi lo fa per risparmiare: a quanto pare anche studiare è diventato oneroso».
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