Licenziata dalle Naiadi il giudice la riassume

8 Giugno 2016

Impiegata mandata via nel 2014 fa causa al gestore Di Renzo e vince La Progetto Sport condannata a reintegrarla e a pagarle 12 stipendi

PESCARA. Era stata licenziata dal suo posto di lavoro alle Naiadi nel 2014 e, a distanza di due anni, è stata riassunta dal tribunale, avrà un risarcimento di 12 stipendi più i contributi e il pagamento delle spese legali. Potrebbe essere una sentenza pilota quella che porta la firma del giudice Massimo Di Cesare sul licenziamento annullato a una dipendente della Progetto Sport, la società che gestisce piscine, palestra e campi sulla riviera di Pescara al confine con Montesilvano. Insieme a Emanuela Scurti, l’impiegata mandata via il 18 aprile del 2014 con la giustificazione della soppressione del suo posto di lavoro di addetta alla contabilità, erano stati licenziati anche altri 5 dipendenti che, adesso, aspettano una sentenza che potrebbe essere la fotocopia della prima. Le sentenze potrebbero arrivare entro ottobre.

Dipendenti in causa. Dopo il licenziamento, la contabile del centro sportivo si è rivolta a un avvocato, Stefano Maurizio, e ha fatto causa alla Progetto Sport Gestione Impianti, la srl dell’imprenditore Luciano Di Renzo attualmente amministrata da Lamberto Calore: al tribunale, Scurti ha raccontato che era stata licenziata dopo un esposto alla guardia di finanza – «al fine di verificare l’effettiva sussistenza della crisi aziendale per cui era stata posta in cassa integrazione» tre mesi prima del licenziamento – con la motivazione di una «razionalizzazione dell’attività volta a una gestione più economica» e la cancellazione del suo posto di lavoro.

Licenziamento irregolare. Durante il giudizio, è emerso che la mansione ricoperta da Scurti non è stata soppressa dalla Progetto Sport: i testimoni hanno riferito che quell’incarico è stato affidato a un’altra dipendente trasferita alle Naiadi dalla piscina comunale di Francavilla, sempre gestita dalla Progetto Sport. Secondo il giudice, non è stato un licenziamento punitivo per la denuncia presentata ma comunque irregolare: «La nuova dipendente arrivata da Francavilla», dice la sentenza, «iniziò a svolgere le medesime mansioni di coordinatrice della segreteria della struttura sportiva già svolte dalla ricorrente. Deve ritenersi che la soppressione del posto di lavoro non sia di fatto mai stata operata».

Reintegra e danni. Secondo il giudice, poi, durante il dibattimento non è emersa neanche una «duratura riduzione dell’attività e di lavoro» necessaria per tagliare il personale, ma solo l’avvio della procedura di concordato per coprire 3,5 milioni di debiti. Di qui, la reintegra nel posto di lavoro: finora, la riassunzione non è ancora avvenuta.

Concordato da 2,5 milioni. Il concordato della Progetto Sport non è stato ancora omologato dal tribunale: secondo il piano, è previsto, entro il 2018, il pagamento di oltre 2 milioni di euro di debiti verso il personale per tfr ed emolumenti, verso l’Erario, verso gli enti previdenziali e assistenziali, verso professionisti; il pagamento di altri 543 mila euro a banche e fornitori a fronte di un buco iniziale di oltre 1,5 milioni.

Contenzioso Aca ed Enel. Ma per i pagamenti ai creditori saranno decisivi due contenziosi aperti con l’Aca e con l’Enel e la riscossione di somme dalla Regione, ente proprietario delle Naiadi, «per le migliorie e le straordinarie manutenzioni effettuate alle Naiadi», e dal Comune di Francavilla «per investimenti e lavori effettuati alla piscina comunale».

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