Liceo Marconi, trasferite le ultime 17 classi

Allestiti i locali dell’ex Fater per fare lezione, stop ai doppi turni degli studenti a partire da domani
PESCARA. Stop al doppio turno al liceo Marconi, a partire da domani. Anche gli studenti delle ultime 17 classi entreranno nella sede dell’ex Fater riprendendo il consueto orario scolastico dalle 8 alle 13. «Si chiude, dunque», ha detto il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, «il periodo di transizione tra l’avvio ufficiale dell’anno scolastico e l’entrata a regime dell’attività didattica anche per il Marconi. Ci scusiamo con i ragazzi che hanno dovuto vivere qualche disagio che però siamo riusciti a ridurre a un solo mese, ovvero il tempo necessario per adeguare gli spazi dell’ex azienda a un utilizzo scolastico, e spiace dover constatare come tale ritardo sia stato anche frutto di un pervicace ostruzionismo, politico e non».
«Finalmente entreranno a pieno regime tutte le strutture che ospitano in via temporanea le 64 classi del liceo Marconi», ha affermato Zaffiri, «consentendo alla Provincia di Pescara di portare avanti il cantiere per la demolizione e ricostruzione della sede originaria, dando una sede sicura ai nostri 1.500 studenti che hanno ripreso regolarmente l’anno scolastico in presenza. Purtroppo, come abbiamo ribadito più volte, i lavori del Marconi erano urgenti e indifferibili, ma soprattutto necessari per garantire agli studenti e al personale di vivere e studiare in ambienti sicuri oltre che accoglienti e adeguati».
«Le condizioni strutturali di una scuola costruita pezzo dopo pezzo dagli anni Cinquanta in poi, con l’utilizzo di materiali diversi tra loro e con tecniche di costruzione diverse», ha precisato il presidente, «non ci hanno permesso di eseguire gli interventi di adeguamento sismico che sono obbligatori e prioritari. Se avessimo potuto, sarebbe stato molto più semplice intervenire sull’esistente. In questo caso non abbiamo potuto, non avremmo raggiunto l’obiettivo di tutelare la salute e la vita dei nostri studenti. D’altro canto, se stiamo investendo ben 14 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione ex novo di tutto il complesso scolastico, palestra compresa, di cui 8 milioni 30mila solo per il primo stralcio, non parliamo di una scelta semplice fatta a cuor leggero. A suscitare le preoccupazioni degli studenti, delle famiglie e di una parte del personale era l’incognita sulla destinazione futura delle 64 classi che comunque resteranno fuori sede per un solo anno».

