Liceo Volta al gelo Dopo lo sciopero arrivano i tecnici

Ieri mattina la protesta dei 309 studenti con le coperte e dopo 2 mesi la Provincia risolve il problema in un giorno
FRANCAVILLA AL MARE. E' stata una mattinata calda, non certo per le condizioni atmosferiche, quella che ha coinvolto gli studenti del liceo scientifico Volta di Francavilla, costretti da settimane a fare lezioni al gelo per l'assenza, prima parziale e poi totale, di riscaldamento. Lo sciopero di ieri mattina, con annessa assemblea all'aperto, che ha fatto registrare la totale adesione dei 309 iscritti oltre alla presenza di diversi genitori e del sindaco Luciani, è stato solo la punta dell'iceberg di una situazione che andava avanti da tempo e che adesso, dopo la dimostrazione plateale, sembra miracolosamente aver trovato una rapida soluzione. «Ci siamo resi conto che qualcosa non andava già dai primi giorni di novembre, quando i termosifoni si accendevano al mattino presto per poi spegnersi rapidamente, tanto che già dalle 10 in aula faceva freddo», dicono i due rappresentati d'istituto Andrea Vaccarella e Marco Campanella.
«Poi sempre peggio, fin quando i termosifoni non si sono più accessi. Da quel momento abbiamo fatto lezione con piumini, guanti e sciarpe, avvolti nelle coperte che ci siamo portati da casa. In aula faceva molto freddo, era difficile superare i 15 gradi». Da qui la richiesta d'intervento: «Ne abbiamo parlato con docenti e dirigente scolastico, tutti concordi che così non si poteva continuare. Abbiamo scritto una lettera da destinare alla Provincia, firmata da tutti gli studenti, ma quando stavamo per inviarla ci è stato detto che avrebbero proceduto alla sistemazione». Siamo ai primi di dicembre e, nonostante le rassicurazioni, nulla cambia: «Veniamo a sapere dal segretario che il problema risiede nella rottura di 3 pompe sulle 4 presenti. Ci dicono che i lavori sono ancora in fase di preventivo, che serviranno 3mila euro e bisognerà attendere». Ma loro ormai hanno atteso fin troppo: «Mercoledì mattina ci siamo congelati. A quel punto, durante la ricreazione ci siamo riuniti e abbiamo deciso di protestare non entrando a scuola il giorno successivo. La nostra idea era quella di rimanere fuori finché non si ripristinasse il riscaldamento o non si trovasse una soluzione alternativa, come il trasferimento provvisorio in un altra struttura. Tuttavia, ci è stato comunicato che un problema in apparenza insormontabile sia stato aggiustato in mezza mattinata grazie all'ausilio di una pompa provvisoria e che già oggi la struttura verrà riscaldata. Ci chiediamo se era davvero necessario arrivare allo sciopero per avere un segnale concreto, soprattutto considerando che parliamo di diritti fondamentali».
Intanto la preside Lucilla Serafini rassicura anche i genitori: «Io non ho grandi competenze tecniche, ma da quello che ho appreso dalla Provincia sembra che si siano rotte entrambe le pompe che servono le aule. I tecnici hanno lavorato tutto il giorno per rimettere in funzione l'impianto di riscaldamento grazie ad una pompa provvisoria, in attesa di quella definitiva. L'assenza di giovedì sarà giustificata per tutti gli studenti, ci mancherebbe. Certo, se come ci è stato assicurato da oggi la situazione torna alla normalità, chi continua a non entrare sarà assente ingiustificato».

