Limiti alla movida in centro, nuovo scontro in Consiglio E Cremonese rischia il posto

Domani riparte l’esame del piano anti-rumori, la maggioranza è ancora spaccata Masci avverte FdI: «Se votate contro, il vostro assessore non sarà più in giunta»
PESCARA. Domani mattina, riparte l’esame in consiglio comunale del Piano di risanamento acustico, il documento che contiene le misure da adottare per ridurre i rumori della movida nella zona centrale di piazza Muzii. La maggioranza è ancora spaccata e la tensione è alle stelle. E ora spunta un retroscena. Carlo Masci, secondo quanto raccontato da alcune fonti bene informate, ha lanciato un duro avvertimento a FdI, tramite la consigliera Zaira Zamparelli. «Se votate contro il provvedimento», avrebbe detto il sindaco, «il vostro assessore Alfredo Cremonese sarà fuori dalla giunta».
TENSIONE ALLE STELLE
Ci sono ancora una quarantina di emendamenti dell’opposizione da esaminare, ma il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli è convinto che si riuscirà a completare tutto entro la giornata di domani e a votare il Piano di risanamento acustico in serata. Sarà una sorta di resa dei conti all’interno della maggioranza e il voto servirà per verificare la tenuta della coalizione anche in vista dei prossimi provvedimenti che arriveranno in aula. Il centrodestra continua ad essere fortemente diviso. Da una parte l’assessore all’ambiente di Forza Italia Isabella Del Trecco, che ha presentato il Piano, e il sindaco Carlo Masci; dall’altra l’assessore Cremonese e il suo partito, FdI, contrari a porre nuovi limiti alla movida. Divisa anche Forza Italia, con il consigliere e presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli che esprime forti perplessità sul provvedimento e non ha ancora deciso se votare a favore, contro o astenersi domani in consiglio comunale. «Nella zona di piazza Muzii ci vogliono delle regole», ha detto ieri, «ma non può darle il Piano di risanamento acustico che non dice nulla per la regolamentazione delle attività per quanto riguarda gli orari, i dehors, l’occupazione del suolo pubblico perché bisogna giustamente tutelare anche i residenti. Purtroppo, tutto questo non è stato fatto. Inoltre, questo provvedimento va attualizzato e non può basarsi su misurazioni dei decibel effettuate due anni e mezzo fa, quindi andrebbe rifatto da capo».
CREMONESE RISCHIA
Il voto sul Piano acustico ora potrebbe avere ripercussioni anche sulla giunta. Il retroscena raccontato da fonti bene informate, del resto, non lascia dubbi. Masci e Fratelli d’Italia sono ai ferri corti dalla cerimonia del 25 aprile in piazza Garibaldi, quando il sindaco si avvicinò a Zaira Zamparelli per avvisarla che avrebbe preso dei provvedimenti nel caso i consiglieri di FdI avessero votato contro il Piano acustico. Ma quell’avvertimento si è poi trasformato in una minaccia concreta. Masci avrebbe detto chiaramente di essere pronto ad estromettere Cremonese dalla giunta se FdI dovesse votare contro il Piano. Cosa, peraltro, probabile perché la consigliera Zamparelli, molto vicina a Cremonese, sarebbe contraria al provvedimento, così come lo sono gli esercenti e le loro associazioni di categoria, nonostante la scorsa settimana la maggioranza, su proposta della Lega, abbia approvato due emendamenti che modificano alcune misure considerate troppo rigide, ossia l’eliminazione dell’obbligo di installare i semafori per misurare i decibel e la sospensione del rilascio delle autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per manifestazioni temporanee, con l’esclusione di eventi promossi, organizzati e/o compartecipati dal Comune. Il partito di Fratelli d’Italia avrebbe dato indicazione ai suoi consiglieri di votare obbligatoriamente a favore del Piano solo se lo farà tutta la maggioranza compatta.

