Limmari, appello alla pace nel ricordo di 128 vittime

Fontana, presidente della Camera, alla cerimonia per la strage nazifascista
ROCCARASO. L’eccidio di Limmari, perpetrato dalle truppe nazifasciste e costato la vita a 128 civili, è stato commemorato ieri mattina. Un ricordo del sangue versato per via del piombo mortale esploso dalle truppe del maggiore Wolf Werner Graf von der Schulenburg il 21 novembre 1943, ai piedi del casolare Macerelli. Centinaia di corpi lasciati nella boscaglia, tra i casali, sepolti tra la neve fino alla primavera del 1944.
LE FASI DELLA CERIMONIA
Il ricordo della strage è iniziato la sera del 20 novembre, con le fiaccole accese tra i casolari dei Limmari fino al Sacrario di Pietransieri, nonostante il maltempo. Ieri mattina il secondo atto. Nel giorno dell’81esimo anniversario, le istituzioni si sono radunate in piazza Martiri dei Limmari. Qui sono arrivati alla spicciolata sindaci, consiglieri regionali e comunali. A indossare la fascia tricolore il primo cittadino di Roccaraso, Francesco Di Donato mentre a rappresentare la provincia è stato il presidente, Angelo Caruso. Alla cerimonia hanno preso parte anche Emanuele Imprudente, vice presidente della giunta regionale, e Marianna Scoccia, vice presidente del consiglio regionale. Dopo la Santa Messa, officiata dal vicario generale della diocesi di Sulmona-Valva, mons. Maurizio Nannarone, il compito di deporre una corona d’alloro sul Sacrario dei Limmari è stato affidato a Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati.
LA PACE COME LEZIONE
«Entrare in un luogo come questo e vedere i nomi di queste persone è estremamente importante», ha esordito Fontana. «Non possiamo permettere che questi morti vengano dimenticati. Non credo che donne e bambini avessero particolari interessi politici. Volevano solo vivere. Non rendiamoli morti inutili», ha sottolineato, dopo aver attraversato a piedi la piccola frazione di Roccaraso, salutando i studenti del comprensorio altosangrino presenti nella cerimonia. A loro si è rivolto per lanciare l’appello alla pace che nel ricordo dell’eccidio di Pietransieri «diventa non solo un monito ma anche una “lezione” per piccoli e grandi. «Dobbiamo, per ciò che abbiamo subito sulla nostra pelle, fare in modo che la nostra testimonianza di pace sia più forte», ha aggiunto Fontana. «Quando si dimenticano questi orrori, è il momento che si inciampa di nuovo. Dobbiamo evitare che tali stragi si ripetano. Né in Italia né in nessuna altra parte del mondo».
Un monito che era arrivato anche da mons. Nannarone nel corso dell’omelia: «Spesso la memoria passa in secondo piano. Ricordare è un dovere per costruire la pace ogni giorno».
LA STRETTA DI MANO
Nel corso della Santa Messa, Fontana ha stretto la mano a Virginia Macerelli, 87enne sopravvissuta all’eccidio grazie al corpo della madre, caduto su di lei come uno scudo umano. Aveva solo sette anni. «Ho guardato negli occhi quella donna e le ho stretto forte la mano. C’è tanta sofferenza che insegna e deve ricordarci il valore e l’importanza della pace», ha aggiunto Fontana, che ha saluto la Macerelli accompagnato dal sindaco Di Donato. L’anziana, che abita ancora oggi nella piccola frazione di Pietransieri, da tempo lotta con alcune patologie ma non ha rinunciato a farsi accompagnare dai propri familiari per partecipare al ricordo di una strage che ha vissuto in prima persona, sulla propria pelle. Cinque i buchi che porta al braccio, al petto e alle gambe, ricordo indelebile del terrore. «Ho perso tutti i miei familiari e le ferite mi hanno accompagnato per tutta la vita. Non ero l'unica bimba quel giorno. Vedendo questi bambini oggi, ho ripensato che sono stata l'unica a salvarmi», ha detto Virginia, con la voce rotta dall’emozione.
LA PRESENZA DELLO STATO
«La presenza del governo è oggi significativa per ricordare le vittime e costruire un mondo all’insegna della tolleranza e della pace. È una vicenda che non si dimentica facilmente che è sempre viva nella mente e nel cuore della nostra comunità», ha detto il primo cittadino di Roccaraso, dopo aver deposto la corona d’alloro sul Sacrario che ricorda quel tragico 21 novembre.
Sono quindi seguiti i saluti istituzionali. «Dobbiamo riflettere. Noi istituzioni abbiamo il dovere e il compito di mantenere viva la memoria, soprattutto per raccontarla e tramandarla alle giovani generazioni che devono conoscere quello che è stato per non commettere mai più gli errori del passato», ha affermato Marianna Scoccia, vice presidente del consiglio regionale.
«L'anniversario di questa strage», hanno concluso dal gruppo Lega Valle Peligna e Alto Sangro, «rappresenta un'importante occasione per rinnovare il nostro impegno a difendere i valori della pace, della giustizia e della memoria storica».
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