Linea ferroviaria, i sindaci uniti: il progetto deve essere cambiato

Consiglio comunale a San Giovanni Teatino con i primi cittadini, i parlamentari e i consiglieri regionali «Siamo favorevoli alla nuova opera, ma così non va bene». Oggi l’incontro con il governatore Marsilio
SAN GIOVANNI TEATINO. Tutti insieme per un’unica voce che dice sì al progetto del raddoppio della linea ferroviaria tra Pescara e Roma, ma con le modifiche necessarie per non penalizzare i territori coinvolti. È servito a questo il consiglio comunale straordinario, convocato per ieri sera a San Giovanni Teatino dal sindaco Giorgio Di Clemente, alla presenza non solo dei sindaci degli altri Comuni coinvolti, tra i quali Diego Ferrara di Chieti, Giorgio De Luca di Manoppello e Maurizio Giancola di Scafa, ma che ha visto una robusta partecipazione della politica locale e regionale come dimostra la presenza del vice sindaco Gianni Santilli di Pescara, dei parlamentari Camillo D'Alessandro e Daniela Torto e del consigliere regionale Silvio Paolucci.
Oltre due ore di confronto per ribadire l'idea che il progetto presentato da Rfi va rivisto, un concetto sottolineato da tutti e che verrà riproposto nel nuovo incontro fissato per questo pomeriggio nel palazzo della Regione a Pescara, in piazza Unione, al quale parteciperà anche il governatore Marco Marsilio e i comitati di cittadini, che già nella serata di ieri hanno voluto far sentire la loro voce. «L'opera non ferisce il territorio urbano, ma lo cancella», ha detto il sindaco Di Clemente nel suo intervento. «Il Comune di San Giovanni Teatino ha proposto una soluzione come l'interramento che è stata dichiarata fattibile dalle stesse Ferrovie. Per questo noi chiediamo che tale ipotesi venga recuperata, ma soprattutto una revisione che preveda il coinvolgimento dei territori nella fase di concertazione».
Come ha poi sottolineato il primo cittadino di Chieti Ferrara, «i Comuni stanno facendo fronte comune, in una straordinaria operazione di sinergia nell'interesse di tutto il territorio, che mi piace definire “area vasta”. Il raddoppio della linea ferroviaria rappresenta un'opera fondamentale per tutti noi, i cui vantaggi si vedranno nel lungo periodo. Ma va tenuto conto anche della giustezza delle varianti». A proposito di varianti, a parlare è stato il sindaco di Manoppello De Luca: «Le nostre obiezioni hanno le gambe per camminare. La variante che sposterebbe il tracciato portandolo verso l'interporto è presente dal 2007. Invece Rfi vuole far passare i binari nel centro di Manoppello Scalo, cosa che comporterebbe la demolizione di circa 60 fabbricati». E ancora: «Un progetto da 6,5 miliari di euro non può essere presentato il 27 dicembre per poi far partire i lavori subito dopo. Anche per questo penso che molto dipenderà dalla Regione e dai nostri parlamentari, che adesso devono far sentire la voce di tutte le nostre comunità». Dello stesso tenore le parole del primo cittadino di Scafa Giancola: «Da dicembre abbiamo chiesto un confronto con Rfi, senza mai avere risposta. Reputo quest'atteggiamento irriguardoso verso i territori, con i cittadini trattati come sudditi».
Tanti gli interventi arrivati in serata, come quello del consigliere comunale Luciano Marinucci che ha definito il comportamento di Rfi «cieco, sordo e ottuso». Insomma, nessuno vuole mettere il bastone tra le ruote all'opera, ma tutti vogliono una revisione del progetto. Domani mattina, in aeroporto, l'incontro, forse decisivo, alla presenza di Rfi e del commissario straordinario Vincenzo Macello.

