Liquami in mare, due giorni senza bagni

Si rompe la fogna della golena per 20 minuti e scatta il divieto di balneazione. Il sindaco contro l’Aca: lavori insufficienti
PESCARA. Si rompe una pompa di sollevamento della fogna nella zona della golena, i liquami finiscono nel fiume e nel mare per 20 minuti e scatta il divieto di balneazione per due giorni, fino a domani, tra la foce del fiume (Madonnina) fino a via Muzii. Secondo l’Aca, è stato «un corto circuito» a provocare la rottura dell’impianto alle 5 di ieri mattina: «Il danno è stato riparato in 20 minuti grazie al pronto intervento di una squadra di manutenzione e alle 5,20 l’impianto è tornato a funzionare correttamente», dice l’Aca. Ma per il Comune, il caso non si può chiudere così e, con la corsa alla successione già aperta per l’incarico di amministratore unico dell’Aca, il sindaco Pd Marco Alessandrini va all’attacco: «Qui si parla della manutenzione ordinaria degli impianti che non basta e non è la prima volta che si verificano difficoltà: è già successo anche a Fosso Vallelunga quando sono stato costretto a ordinare un altro divieto di balneazione a causa di un malfunzionamento di una pompa. Il sistema idrico ha diversi livelli di responsabilità che, di certo, non competono solo al Comune». Con il mandato dell’amministratore Aca Enzo Di Baldassarre in scadenza, Alessandrini manda il suo personale avviso di sfratto: «Di quello che è accaduto, adesso, ne parleremo certamente con l’attuale amministratore ma, in seguito, la nuova amministrazione dell’Aca dovrà porre la manutenzione come una stella polare perché sono i lavori ordinari a garantire l’efficienza del sistema».
Anche il vice sindaco Pd Enzo Del Vecchio contesta l’operato dell’Aca: «L’emissione del divieto di balneazione è una prassi», dice, «anche se va chiarito con i vertici Aca come mai il mancato funzionamento di una pompa abbia causato effetti sull’intero sistema». Alessandrini è ancora più duro: «La criticità, comunicataci alle 9 di ieri, pone interrogativi sull’organizzazione e funzionalità dell’intero sistema di gestione delle acque reflue per il quale i cittadini pagano una quota in bolletta. Il mancato funzionamento di una delle elettropompe ha mandato in tilt l’intero sistema, che pure è dotato di più pompe, determinando lo sversamento di reflui per circa 20 minuti. Questa», dice il sindaco, «è una situazione che va chiarita e sarà affrontata al più presto con i vertici dell’Aca ribadendo che l’efficienza di un’azienda, specie se pubblica, non si misura solo in termini di risparmi di bilancio», prosegue Alessandrini riferendosi ai risultati raggiunti da Di Baldassarre con i conti tornati in attivo, «ma va calibrata anche su come tali risparmi vengono impiegati per garantire la funzionalità piena e costante di impianti così determinanti per la città e il suo ecosistema».

