Lisa Billig diventa cittadina onoraria «Giovani studiate»

27 Gennaio 2022

PESCARA. Un consiglio comunale solenne, con il conferimento della cittadinanza onoraria a Lisa Billig Palmieri, nata a Vienna da una famiglia ebraica, giornalista vaticanista e rappresentante in...

PESCARA. Un consiglio comunale solenne, con il conferimento della cittadinanza onoraria a Lisa Billig Palmieri, nata a Vienna da una famiglia ebraica, giornalista vaticanista e rappresentante in Italia e presso la Santa Sede dell’American Jewish Committee. Poi una tavola rotonda con la partecipazione, tra gli altri, di Edith Bruck, testimone della Shoah. Pescara celebra così, in Comune (ore 11), il Giorno della memoria (l’evento si può seguire sul canale Youtube del Comune di Pescara). «Una giornata importante come momento di riflessione per quello che è successo, ma dovrebbe essere anche altro», dice Billing sottolineando l’importanza di questa ricorrenza.
E cosa dovrebbe essere?
«Uno stimolo per avviare una riflessione che duri tutto l’anno. Si dovrebbe integrare la storia degli ebrei in Europa, in Italia, con quella europea e italiana. Perché gli ebrei sono qui da più di duemila anni e fanno parte della cultura dello sviluppo democratico dell’Europa. Si dimentica troppo facilmente che non siamo estranei, siamo europei. Il pregiudizio si combatte anche con la conoscenza reciproca. Ma il contributo della cultura ebraica, in tutti i sensi, religioso e laico, è poco conosciuto: si deve lavorare sullo studio e sull’amicizia e credo che in Abruzzo si stia facendo moltissimo. A Pescara ci sono iniziative dal 2019, il sindaco ha fatto cose bellissime».
Cosa vuol dire, in tale contesto, essere cittadina onoraria?
È una cosa molto bella e spero di portarla avanti. Ci sono stati degli scambi con Israele, in passato, e spero di poter collaborare ad altri scambi. In Abruzzo, dal quale mi sento molto accolta, la storia della convivenza di ebrei e cristiani va indietro centinaia di anni, si dovrebbe saperne di più. Penso alla sinagoga al posto della quale, secondo la leggenda, venne eretta la chiesa di Santa Maria in Gerusalemme, sulle cui vestigia è stata poi edificata la Cattedrale di San Cetteo, a chi ha rischiato la vita durante la Seconda guerra mondiale per salvare gli ebrei che cercarono rifugio, ai trabocchi e agli aranceti lungo la costa teatina, opera degli ebrei che lì si rifugiarono dalle persecuzioni in Francia. C’erano ebrei a Ortona, Lanciano, L'Aquila, Città Sant'Angelo, Loreto.
Come cambia la sua testimonianza negli anni?
Purtroppo l’antisemitismo sta crescendo in tutto il mondo, i giovani conoscono sempre meno la storia del Novecento ed è necessaria la testimonianza, si devono combattere i pregiudizi. Ci sono due modi: contrastare l’ignoranza con l’educazione e l’istruzione e costruire l’amicizia, la conoscenza reciproca. Vanno coinvolti cuore e mente.
A chi è rivolto il suo messaggio in particolare?
Ai giovani e alle persone di mezza età, la generazione più anziana dovrebbe essere stata sensibilizzata. Io guardo alle generazioni del futuro e spero di stimolare un’azione, una ricerca, un’amicizia e una conoscenza perché ebrei e cristiani hanno le stesse radici e bisogna capirle meglio. Bisogna stimolare questo interesse.
Se avesse di fronte una classe di ragazzi, cosa direbbe?
Di essere coscienti del passato, di non far crescere di nuovo l’odio ma di lavorare insieme per il futuro. Sì allo studio, quindi, e all’amicizia. (f.bu.)