Liste d’attesa da record: sfiorata quota 200mila

3 Dicembre 2020

L’effetto Covid si fa sentire. La Regione interviene, ecco il piano approvato

PESCARA . Sono poco meno di 200mila le prestazioni rinviate a causa del Covid-19. Un numero per il quale la Regione ha messo in campo un piano straordinario affinché possano essere recuperate, con una dotazione finanziaria di circa 9 milioni 650mila euro. Un programma elaborato con la collaborazione delle Asl e che può essere sintetizzato in sette punti di intervento. Dopo essere stato approvato in giunta lo stesso piano entra a regime diventando quindi operativo.
AMBULATORI. Da una ricognizione effettuata riguardo la quantificazione degli effetti prodotti dal Covid-19 relativamente alle prestazioni ambulatoriali, risultano erogate le prestazioni in classe U (urgente) e B (breve). Quelle in classe P (programmata), invece, seppur con alcune differenze tra le varie aziende sanitarie «hanno visto un raddoppiamento dei tempi di attesa», si legge nel documento.
Tra le prestazioni con maggiori criticità ci sono le visite oculistiche, endocrinologiche e gastroenterologiche.
PRESTAZIONI TERRITORIALI. Erogati gli esami in classe U e B, anche per le prestazioni territoriali i problemi maggiori sono quelli relativi alle visite in classe P. I disagi più importanti sono per gli screening della mammella e del carcinoma del colon.
RICOVERI OSPEDALIERI. «La riduzione media dei ricoveri in elezione è stata stimata essere pari circa al 40%», si legge per di più nel piano approvato dall’organo esecutivo della Regione Abruzzo. In questo caso protesi d’anca, cataratta e colecistectomia laparoscopica sono alcune delle prestazioni che presentano i disagi più gravi.
L’OBIETTIVO. La Regione così detta i tempi per rispondere all’incremento della domanda derivante dalla situazione appena descritta. «È necessario che il sistema si organizzi per incrementare l’offerta di prestazioni sul breve periodo, in modo da riuscire ad assorbire le prestazioni differite tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021, riportandosi almeno alla situazione pre-Covid». In sostanza l’obiettivo è quello di assorbire entro la prossima primavera tutte le prestazioni rinviate.
Secondo i dati riportati, delle 197.352 prestazioni da recuperare, 58.280 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila (di queste 13.468 riguardano ricoveri programmati), 43.212 la Asl Lanciano-Vasto-Chieti (di cui 5.968 ricoveri), 50.116 la Asl di Pescara (di cui 13.546 ricoveri), 45.744 la Asl di Teramo (di cui 5.625 ricoveri).
GLI INTERVENTI. Per aggredire il problema in modo efficace, la Regione si muoverà su più fronti utilizzando flessibilmente gli strumenti stabiliti dalla normativa e dai contratti collettivi di lavoro del comparto. È previsto in primis un aumento dell’orario di servizio del personale dipendente. Si punterà in prima istanza all’utilizzo delle risorse interne alle Asl, così da limitare acquisti di prestazioni all’esterno o in service, che andrebbero ad impattare sull’equilibrio dei conti delle aziende stesse.
APERTURE DI DOMENICA. Per quanto riguarda il blocco delle prestazioni ambulatoriali differibili, il recupero degli esami è stato organizzato prevedendo anche l’estensione degli orari di apertura e chiusura degli ambulatori (8-20 nei giorni feriali ed aperture domenicali).
ASSUNZIONI. Per fronteggiare l’emergenza viene programmata l’assunzione di nuovo personale, ma anche l’acquisto di prestazioni dal personale convenzionato.
I CUP. Nel piano per il recupero delle liste d’attesa un ruolo importante lo giocano anche i centri unici di prenotazione.
«Il servizio recall aziendale è stato particolarmente impegnato durante i mesi di sospensione delle attività, in quanto ha ricontattato migliaia di utenti prenotati per evitare che si presentassero negli ambulatori», si legge ancora nel documento.
«Attualmente svolge un ruolo di richiamata per comunicare le nuove disponibilità. Nel corso della telefonata gli operatori hanno anche l’occasione per verificare che l’utente sia ancora interessato alla prenotazione ed eventualmente pulire le liste dei prenotati in seguito a disdetta o richiesta di rinvio dell’appuntamento stesso». C’è poi una spinta all’innovazione tecnologica dei processi, con l’introduzione ad esempio del cup on line.
LA TELEMEDICINA. Anche questa modalità da remoto ha consentito a tanti specialisti di “stare vicino” ai propri assistiti, soprattutto a pazienti affetti da patologie croniche che hanno potuto usufruire soprattutto della consulenza specialistica per i monitoraggi farmacologici e di laboratorio stando a casa. «La telemedicina consente di assicurare condizioni di sicurezza e di evitare assembramenti», viene rimarcato. Ecco perché verrà dato un nuovo impulso a questa modalità. «Siamo fiduciosi», ha commentato l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, «che questo piano consentirà di limitare i disagi ai cittadini e ci accompagnerà a un ritorno alla normalità che tutti auspichiamo».