Liste d’attesa e interventi «Ci siamo organizzati così»

12 Maggio 2020

Si riparte nelle 4 Asl provinciali: ripresa graduale dell’attività negli ambulatori

Ripartenza lenta con visite contingentate e tempi di attesa dilatati tra una visita e l’altra. Le Asl abruzzesi si sono messe in moto per ripristinare una sorta di normalità nell’attività sanitaria pubblica.
ASL PESCARA
Visite mediche in ospedale: riaperti gli ambulatori del settore cardiologico. I distretti sanitari Pescara nord e sud sono in fase di riapertura dopo settimane di chiusura degli sportelli al pubblico a causa del lockdown da coronavirus. Ripartono, seppur gradualmente, le prenotazioni al Cup delle visite specialistiche ai numeri 800 827 827 da rete fissa e 0872226 da rete mobile. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13, festivi chiuso. Chi aveva prenotato le visite mediche prima dell'emergenza riceverà una telefonata dai centralini della Asl di Pescara per fissare un nuovo appuntamento. Le liste d'attesa saranno riorganizzate seguendo i criteri dell'urgenza dei casi. Le riaperture di laboratori e sale chirurgiche avverranno con gradualità per consentire alla task force sanitaria di concludere le valutazioni riguardanti la sicurezza anti Covid nei locali e dei dispositivi all'interno dei vari comparti del presidio ospedaliero che ancora devono tornare fruibili dall'utenza. Le urgenze non si sono mai interrotte durante la quarantena da coronavirus e da ieri, appunto, si sono riaperti ufficialmente i servizi del settore cardiologico. Tutti gli altri, fa sapere Maria Assunta Ceccagnoli, responsabile del Cup della Asl, «ripartiranno man mano che avranno ottenuto i riscontri positivi sulla sicurezza». Al Cup, centro unico di prenotazione di via Fonte Romana, che non ha mai smesso di operare soprattutto in modalità telefonica, «saranno riesaminati gli spazi e i distanziamenti, rivisti gli orari di ingresso dove saranno posizionate postazioni di gel disinfettante e consegnate mascherine a chi ne sarà sprovvisto». Dalla Asl l'appello agli utenti a non affollare il Cup, con l'emergenza ancora in corso, ma a continuare a prenotare telefonicamente i servizi che non hanno carattere di urgenza.
ASL AVEZZANO, SULMONA,
L’AQUILA
«Una ripresa graduale delle prestazioni» quella messa in atto dalla Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila in base al calendario fissato dalla Regione. L’azienda sanitaria numero 1 ha riavviato alcune delle prestazioni che erano state sospese in seguito all’emergenza covid, «rimettendo gradualmente in moto», come spiegato dal manager Roberto Testa, «tutta la macchina organizzativa, al fine di assicurare la necessaria assistenza agli utenti». Si ripartirà quindi a step ma, secondo quando previsto dalle direttive regionali, una parte delle prestazioni deve essere già a disposizioni di pazienti che hanno necessità di essere sottoposti a controlli, interventi e accertamenti clinici. «Le varie articolazioni operative della Asl», spiega Testa, «si stanno adoperando per riavviare, nei tempi previsti dall’ordinanza della Regione numero 55 del 5 maggio scorso, le prestazioni ambulatoriali e le attività dei ricoveri medici e chirurgici programmati». Si riparte con l'attività sospesa anche nei distretti sanitari e non solo nelle strutture ospedaliere. «Le strutture del territorio che operano al di fuori dell’ospedale», ha evidenziato il direttore generale, «si stanno riallineando alla normalità per quel che riguarda una serie di importanti prestazioni, tra cui cure domiciliari e di carattere riabilitativo. L’obiettivo, pur nelle grandi difficoltà del momento, è ricomporre, passo dopo passo, tutti i tasselli del mosaico che riguardano l’assistenza sanitaria nella sua interezza che va oltre l’emergenza covid».
ASL TERAMO
Prove tecniche di ripresa delle attività ambulatoriali. Da ieri, come previsto dall'ordinanza regionale, sono riaperte le attività ambulatoriali per 69 prestazioni. Si possono prendere dunque gli appuntamenti al Cup ma per la classe di priorità D. «Dopo il 9 marzo in cui è stato inibito l'accesso alle strutture sanitarie tranne che per le prestazioni in classe di priorità U (da erogare in 72 ore, ndr) e ad altre non differibili, come la radioterapia e il 27 aprile quando sono state considerate "non procrastinabili" anche le B (da erogare entro 10 giorni, ndr) alla Asl di Teramo sono saltate circa 100mila prestazioni», esordisce Tommaso Migale, responsabile del Cup aziendale e del monitoraggio delle liste di attesa, «ora dunque il problema delle liste di attesa sarà ancora più emergente. Sono saltati tutti i piani aziendali di recupero delle liste di attesa. Basta pensare che se prima si effettuavano in media 3-4 prestazioni in un'ora adesso, con il distanziamento sociale e il divieto di assembramenti, più le esigenze di sanificare i locali, se ne può fare solo una. Quindi secondo me il problema diventa quattro volte più grosso». Da una ricognizione della Asl sono circa tremila le prestazioni da recuperare che rientrano nella classe "riaperta" ieri.
Il problema però riguarda anche l'atteggiamento di medici e pazienti. Il medico annuncia che ci saranno dei controlli del Noc (Nucleo operativo di controllo) della Asl sull'appropriatezza prescrittiva, perché già sono arrivate prescrizioni visibilmente irregolari. Il grosso del problema ci sarà poi quando si riapriranno le prenotazioni per il resto delle oltre 70mila prestazioni routinarie saltate in due mesi.
ASL CHIETI, LANCIANO, VASTO.
Graduale ritorno alla normalità alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Per la ripresa delle attività ambulatoriali, il criterio seguito è quello del rispetto delle classi di priorità: adesso sono garantite le prenotazioni brevi (appuntamento da fissare entro 10 giorni) e quelle differite (entro un mese). Restano congelate le visite programmate. Il piano aziendale prevede la verifica delle liste d’attesa: la Asl sta contattando i pazienti per confermare la volontà e l’esigenza di sottoporsi a visita, rimodulando gli appuntamenti a distanza di 40-50 minuti uno dall’altro, in modo tale da evitare assembramenti. Stanno ripartendo anche le attività chirurgiche programmate non ulteriormente rinviabili in base alla classe di priorità (ovvero le classi A e B, a cominciare dai pazienti già in lista e per i quali sono trascorsi i 60 giorni di attesa), alla patologia (ad esempio gli oncologici) e alla condizione clinica. Una settimana prima della data indicata, tramite triage telefonico, se ne valuteranno attentamente condizioni e sintomatologia. I pazienti sintomatici o che abbiano avuto contatti Covid seguiranno un percorso separato. Per gli altri, il giorno prima dell’intervento, si procederà al ricovero: sarà eseguito anche il tampone rinofaringeo per escludere la positività al virus.
«Nel rispetto delle disposizioni emanate dalla Regione, la nostra attenzione è rivolta a garantire le condizioni di massima sicurezza e tutte le precauzioni possibili, a tutela di pazienti e operatori», dice il direttore sanitario Angelo Muraglia.
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