Liste d’attesa, i manager rischiano il posto

15 Febbraio 2018

La Regione approva nuove regole severe sui tempi per visite e esami. Vanno a casa i dg delle Asl che non le rispettano

PESCARA. Liste di attesa, livelli essenziali di assistenza e spesa per appalti di beni e servizi. Sono i “Moloch” contro i quali dovranno vedersela i direttori generali delle quattro Asl abruzzesi. La Regione ha alzato l’asticella per eliminare le grandi criticità della sanità. Se non raggiungeranno gli standard contenuti nell’ultima delibera della Giunta regionale, a firmata lo scorso 24 gennaio, che assegna gli “obiettivi prioritari economici-finanziari, strumentali e di salute per l’anno 2018”, si vedranno rescindere il contratto. La valutazione sull’operato dei direttori generali si articolerà in base a un range compreso tra 120 punti (il minimo sindacale) e 190. Altri 10 punti potranno essere ottenuti attraverso il raggiungimento di ulteriori obiettivi. Va da sé, che sotto ai 120 punti, la valutazione sarà da considerarsi negativa. Da quest’anno è diventato molto più stringente il requisito legato al rispetto degli obiettivi di salute. Se inferiore a 70 punti, si applicherà una norma severissima: «L'accertamento da parte della Regione del mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali costituisce per il direttore generale grave inadempimento contrattuale e comporta la decadenza automatica dello stesso». Alla guida delle Asl ci sono Rinaldo Tordera (Avezzano-Sulmona-L’Aquila), Pasquale Flacco (Lanciano-Vasto-Chieti), Armando Mancini (Pescara) e Roberto Fagnano (Teramo).
LISTE DI ATTESA. Lo scoglio più grande da superare è quello delle liste d’attesa. Già nel 2015 la Regione metteva in evidenzia «la necessità di una revisione del sistema. Le maggiori criticità in termini di attesa», si legge nel report, «si registrano per alcune prestazioni strumentali, tra cui la mammografia e l'ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici», con tempi di attesa che vanno «da 162 a 277 giorni per la prima, e da 133 a 29 giorni per la seconda indagine diagnostica». In quel piano vengono indicate 43 prestazioni di specialistica ambulatoriale e i tempi massimi di attesa. Con la delibera approvata il mese scorso i manager sono tenuti al rispetto di quei tempi massimi, che dovranno essere pubblicati sui siti internet aziendali. Al raggiungimento di questo obiettivo vengono assegnati 28 punti: quasi un quarto di quelli necessari per non incorrere nella rescissione del contratto.
LEA. L’altro scoglio è quello legato ai Livelli essenziali di assistenza. Tra questi, la copertura vaccinale al 95% per i bambini (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Hib, morbillo, rosolia, parotite) e del 75% nella popolazione anziana (profilassi antinfluenzale). In tabella compare anche la risonanza magnetica nucleare, in un numero non superiore a 9 esami per cento residenti. Il parametro è agganciato alla norma nazionale sull’erogazione delle prestazioni sanitarie, che a partire dal 2015 impone forti limiti alla diagnostica per immagini avanzata. Stesso discorso anche i parti cesarei prematuri: al di sopra della percentuale del 22% scatta l’anomalia .
BENI E SERVIZI. Il terzo capitolo è quello relativo alla spesa per l’acquisizione di beni , servizi e prodotti farmaceutici. La parola d’ordine è contenerli «entro i valori previsti dagli strumenti di programmazione vigenti». In questo parametro, che dà diritto a 10 punti, sono compresi i beni sanitari e non, i servizi e l’acquisto di prodotti farmaceutici ed emoderivati. Un altro degli obiettivi di valutazione attiene al rispetto del tetto assegnato annualmente dalla Regione per la spesa farmaceutica territoriale, compresa la distribuzione diretta, e per la spesa farmaceutica ospedaliera. Il criterio, anche in questo caso, diventa molto stringente. Se il tetto di spesa sarà rispettato, al manager verranno attribuiti 7.5 punti, che si riducono a 3,75 in caso di sforamento non superiore all’1%. Ma se lo scostamento è maggiore non si avrà diritto ad alcun punto.
SANITÀ DIGITALE. Una curiosità. Cinque punti per i direttori generali che riusciranno a raggiungere l’obiettivo della “dematerializzazione” della ricetta medica cartacea, sia per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, sia per le prescrizioni farmaceutiche. E se le Asl adotteranno, e spediranno in Regione entro i termini previsti, tutti gli strumenti programmazione, il manager otterrà altri cinque punti. In caso contrario, nulla.