Liste d’attesa, la Regione svela il piano

28 Luglio 2018

Un investimento di 2,5 milioni per smaltire l’arretrato entro l’anno. Paolucci incontra i sindacati, presto nuove assunzioni

PESCARA. Prima il tavolo di monitoraggio a Roma, poi l’incontro con i sindacati a Pescara: così, nelle ultime 48 ore, la Sanità abruzzese si è messa a caccia di ricette per curare i propri problemi. Primo fra tutti quello della liste d’attesa, ma anche i superticket e gli ospedali che la Regione è stata costretta a tagliare per via del decreto dell’ex ministro della Salute, Beatrice Lorezin.
SOLUZIONI DISTINTE. Partiamo dalle attese per esami e prestazioni mediche dovute a più fattori che vanno dal soprannumero di richieste rispetto all’offerta, al personale che scarseggia, alle richieste inappropriate prescritte dai medici di base. Qual è la cura proposta ieri da Silvio Paolucci ai sindacati della sanità?
«Soluzioni distinte a seconda delle Asl», risponde l’assessore regionale alla Sanità che spiega: «Investimenti su prestazioni aggiuntive del personale a Chieti e L'Aquila; percorsi di tutela con acquisti di prestazioni private a Teramo e Pescara, in ragione del fatto che, nel primo caso, c'è una forte mobilità passiva mentre nel capoluogo adriatico», aggiunge, «c'è un problema di personale legato alla rete ospedaliera visto che, sulla base di una legge nazionale, è stata prorogata per tre anni la struttura di Popoli il che comporta un aumento di spese da parte di Regione e Asl».
QUANTO COSTA. Il piano anti-liste d’attesa prevede un investimento di circa di 2,5 milioni di euro nel corso del 2018 «per l'emergenza», sottolinea Paolucci. Che sta a significare l’assorbimento, entro la fine dell’anno, dell’elenco degli arretrati in Abruzzo. Su questo si basa l’accordo tra Regione e sindacati che, quando sarà sottoscritto, dovrà prevedere anche un piano strutturale di nuove assunzioni. Come chiedono le sigle aziendali. La giunta D’Alfonso, quindi, dovrà approvare una delibera ad hoc sul fabbisogno di nuovo personale dopo aver ottenuto il via libera dal ministero.
SI RIVEDRANNO. È su questo impegno che ieri è stato aggiornato l’incontro, avvenuto all’assessorato alla Sanità di Pescara, al quale hanno preso parte rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, i direttori generali delle quattro Asl, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Alfonso Mascitelli, Paolucci e il direttore di dipartimento, Angelo Muraglia.
FASCE DI REDDITO. Al confronto si è parlato anche del balzello dei superticket, dopo l’osservazione sollevata due giorni fa alla Regione Abruzzo dal Tavolo di monitoraggio nazionale secondo il quale non è possibile eliminarli senza che ci sia un adeguato piano di compensazione. Così ieri, assessore e sindacati hanno pianificato una soluzione progressiva dei superticket eliminandoli per la fascia di reddito più bassa; lasciandoli a metà per la seconda fascia e interi per le altre fasce che, in questo modo, andranno a compensare i minori introiti per Regione e Asl.
IL VIA LIBERA DA ROMA. Il Tavolo di monitoraggio di giovedì a Roma ha, tra l’altro, riconosciuto all’Abruzzo un aumento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) saliti a quota 190; ha dato l’ok al rinvio del declassamento dell’ospedale di Popoli; e ha “salvato” l’ospedale di Atessa che diventerà ospedale di zona disagiata con 28 letti. Ma queste indiscrezioni, trapelate ieri mattina, hanno subito innescato la reazione dell’opposizione di centrodestra.
FEBBO E LA RAGIONE. «La notizia positiva riguarda l'accoglimento della proposta dell'istituzione dell'ospedale di area disagiata del San Camillo di Atessa, e questo non può che farci piacere», dice il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che aggiunge: «Se ciò dovesse essere confermato dal verbale del tavolo di monitoraggio è la dimostrazione che avevamo ragione: ossia che il decreto Lorenzin detta delle linee guida rispetto alle quali le Regioni si possono disallineare purché le scelte assunte vengano motivate, documentate e sia trovata la copertura finanziaria. Quindi le chiusure dei Punti nascita, il ridimensionamento dei Pronto soccorso, che hanno causato tanti danni ai territori, non solo in termini di offerta sanitaria, si potevano evitare», afferma il forzista.
GUARDIAGRELE, GISSI E CASOLI. «Risolta, speriamo, la questione Atessa è necessario tener fede all'impegno preso dal governo regionale e dall'assessore Paolucci, dopo aver votato all'unanimità la mia risoluzione, affinché venga riconosciuta anche per l'ospedale di Guardiagrele la stessa area disagiata. Pertanto ho provveduto a convocare per mercoledì 8 agosto prossimo, in Commissione di Vigilanza, Paolucci, Muraglia e Mascitelli per dare il via al salvataggio anche per il Maria SS Immacolata di Guardiagrele. E i quell’occasione», conclude, «credo che sia doveroso un confronto anche per parlare di possibili soluzioni e interventi per gli ospedali di Casoli e Gissi». Purché esista il tasto rewind.
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