Liste d’attesa, urgenze massimo in 72 ore

23 Febbraio 2019

Giulia Grillo presenta il nuovo piano della Sanità rilanciato in Abruzzo da Marcozzi. A rischio i manager Asl che falliscono

PESCARA. Visita specialistica, o accertamento diagnostico da eseguire nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre le 72 ore in caso di urgenza; entro 10 giorni se il paziente non è in pericolo di vita, da 30 a 60 giorni se l’esame è differibile, e 120 giorni se programmato.
La rivoluzione delle liste d’attesa, almeno sulla carta, è iniziata con la stipula del nuovo Piano nazionale in seno alla conferenza Stato-Regioni.
LE CRITICHE MEI MEDICI. Ora si tratterà di capire se realmente le strutture sanitarie sono in grado, come si suol dire, in termini di “uomini e mezzi”, di raccogliere la sfida. I medici, ad esempio, sono già intervenuti sulla questione definendo il piano «una fiera dell’ipocrisia, che non risolve il problema, ovvero la mancanza di personale, di tecnologie e di organizzazione», ha detto Carlo Palermo, segretario nazionaledi Anaao Assomed.
MANAGER A RISCHIO. Uno strumento, tutt’altro che tenero nei confronti dei direttori generali delle Asl, per i quali è prevista la rimozione se non riusciranno a garantire il rispetto dei tempi previsti. Il nuovo Piano si legge nella relazione che lo accompagna, «nasce con l’obiettivo prioritario di avvicinare ulteriormente la sanità pubblica ai cittadini». Come il precedente, individua l’elenco di prestazioni ed esami diagnosticI.
LE RISORSE. Il nodo, tuttavia, aggiunge Palermo, è che si pretende di «definire la tempistica per le prestazioni a prescindere dalle risorse disponibili». Un problema, quello delle risorse, affrontato anche dal ministro della salute, Giulia Grillo: «350 milioni», ha scritto su Twitter, «per tagliare le liste d’attesa e dare più efficienza al sistema. Cup più digitali e la possibilità di rimuovere i direttori generali che non rispettano gli obiettivi prefissati».
COSA PREVEDE. Oltre a normare i tempi delle liste di attesa il nuovo piano stabilisce anche che la gestione delle prenotazioni debba essere improntata alla massima trasparenza, e istituisce un osservatorio nazionale di cui faranno parte anche i cittadini. Conferma le aree cardiovascolare e oncologica come prioritarie per lo sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici assistenziali e l’obbligo, da parte dei medici di famiglia o dei pediatri, di indicare chiaramente su tutte le prescrizioni il quesito diagnostico, oltre alla classe di priorità. L’Abruzzo, e le altre Regioni italiane, ora hanno 60 giorni per stilare i propri programmi, che non potranno contenere la previsione di una tempistica superiore rispetto a quella riportata nel piano.
LA RIVOLUZIONE. «Si tratta di un passo fondamentale che avvicina sanità pubblica e cittadini», afferma il consigliere regionale neo rieletto, Sara Marcozzi. «In una nota, lo stesso ministro Grillo ha spiegato che ci saranno regole più semplici e tempi certi per le prestazioni, che riportano il diritto alla salute al centro del sistema. Gli uffici del Ministero hanno avuto mandato per attivare al più presto l’Osservatorio nazionale sulle liste di attesa», che «provvederà a monitorare l’andamento degli interventi previsti dall’atto, rilevare le criticità e fornire indicazioni per uniformare comportamenti, superare le disuguaglianze e rispondere in modo puntuale ai bisogni. Ora la Regione Abruzzo deve rendere operativo, senza alcun ritardo, il nuovo Piano. Chiediamo, al neo presidente Marsilio di non perdere tempo e calendarizzare, quanto prima, ogni iniziativa e intervento per rendere efficace il piano nazionale».