Lite a coltellate, l’arrestato davanti al giudice

Il pm Rapino ha chiesto per Cristian Di Giovanni la misura cautelare in carcere. Cantarini resta grave
PESCARA. Fissato per questa mattina alle 10 l'interrogatorio di garanzia di Cristian Di Giovanni, l'uomo arrestato sabato scorso dopo aver accoltellato un suo conoscente, Luigi Cantarini, probabilmente già all’interno del bar Olimpia e attualmente ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione. Difeso dall’avvocato Vittorio Supino, l’indagato deve rispondere di tentato omicidio e di porto abusivo di coltello. Una vicenda che, stando almeno a quanto accertato dai carabinieri e dal magistrato che segue il caso, il pm Fabiana Rapino, la discussione tra i due, che si accese all'improvviso all'interno del bar, sarebbe scaturita da questioni passionali: legate alla precedente relazione che Cantarini aveva avuto con l'attuale compagna dell’accoltellatore. I due vennero divisi mentre si prendevano a pugni nel bar dal titolare e da un suo cugino, ma non si capisce ancora bene se il coltello è stato tirato fuori dentro o fuori del bar. Sta di fatto che quando i due sono usciti erano sanguinanti e si sono separati. La vittima, ferita gravemente in quanto colpita in organi vitali (stando a quanto sostengono i medici), si allontana di poco con lo scooter per poi accasciarsi a terra, mentre l'accoltellatore viene fermato dai carabinieri chiamati dallo stesso titolare del bar. I filmati delle telecamere poste all'interno del bar hanno permesso ai militari di documentare con chiarezza tutte le mosse dei due e poi anche l’allontanamento dal locale. Una scena riprenderebbe Di Giovanni vicino al bancone che muove la mano destra verso il retro dei pantaloni e indietreggia, mentre Cantarini parte con una serie veloce di pugni e l'altro che si difende e colpisce anche lui a sua volta. Poi i due vengono accompagnati fuori del bar e Cantarini sembra mostrare le sue ferite mentre si vede Di Giovanni che esce dal locale con qualcosa nella mano destra che potrebbe essere un coltello. Ai carabinieri che hanno sentito Di Giovanni nell'immediatezza del fatto (rintracciato in un vicino supermercato), quest’ultimo si sarebbe fatto carico delle proprie responsabilità, indicando anche dove aveva gettato il coltello che non è stato però ancora ritrovato.
Il pm Rapino ha chiesto al gip Giovanni de Rensis la misura cautelare in carcere per Di Giovanni che avrebbe commesso quelle condotte con facilità, in un luogo pubblico senza alcuna remora di essere visto. (m.cir.)

