Lite in Consiglio comunale L’opposizione lascia l’aula

28 Dicembre 2019

Maggioranza contestata: «Non consente la partecipazione di tutta la minoranza» Il sindaco Luciani: «Gli impegni di D’Amario non possono vincolare il calendario»

FRANCAVILLA AL MARE. Non c’è pace per il consiglio comunale a Francavilla. Dopo le vicissitudini degli ultimi mesi, la nuova polemica è scoppiata in apertura della seduta di ieri pomeriggio, quando tutta la minoranza si è alzata e ha abbandonato l’aula in segno di protesta. Il motivo, come spiega una nota firmata dai consiglieri Alessandro Mantini, Daniele D’Amario, Livio Sarchese, Stefano Di Renzo, Francesco Todisco e Rocco Paolini, sta nel mancato accoglimento da parte del presidente del consiglio Enrico Bruno della loro istanza di spostamento al 30 dicembre.
Ed è proprio a Bruno che Mantini, portavoce dell’iniziativa, si è rivolto all’inizio dei lavori, per leggere un testo approvato da tutta la minoranza: «A seguito della convocazione della conferenza dei capogruppo del 17 dicembre, era emersa l’esigenza da parte delle minoranze di evitare la convocazione del consiglio per il 27 dicembre. Nonostante quattro su cinque fossero d’accordo sullo slittamento al 30 dicembre (l’unico contrario era stato Massimo Nunziato, ndr) il presidente decideva di non dare seguito alle motivate richieste avanzate dai consiglieri, convocando il consiglio per la data del 27 dicembre».
Il motivo per il quale i consiglieri di minoranza avevano chiesto lo slittamento era finalizzato a consentire la partecipazione anche al collega e consigliere regionale D’Amario, impegnato nello stesso frangente proprio in una seduta dell’assemblea regionale all’Aquila. «La partecipazione della minoranza va tutelata alla stessa stregua di quella della maggioranza», prosegue la nota, «in questi anni l’opposizione ha sempre mostrato disponibilità a collaborare per il bene della città. Solo la nostra presenza ha consentito la scorsa estate il raggiungimento del numero legale per il conferimento della cittadinanza onoraria a Germano D’Aurelio (’Nduccio), iniziativa partita proprio dal presidente Bruno e da noi sostenuta».
Poi l’affondo: «Riteniamo la sua presa di posizione sia dannosa per le prerogative dell’opposizione. Siamo davanti a un comportamento non condivisibile e non tollerabile, che ci spinge a non partecipare, sperando che in futuro non si ripetano tali atteggiamenti, privi di rispetto istituzionale».
Durante la seduta il presidente del consiglio Bruno ha preferito non rispondere. Al suo posto ci ha pensato il sindaco Antonio Luciani, prima definendo «una scenetta» quella dell’opposizione, e poi invitando i componenti ad ascoltare la sua risposta, dove ha sottolineato come «il doppio incarico di un consigliere non può vincolare il calendario dei lavori», con riferimento alla condizione di D’Amario.
Ma l’opposizione non ha raccolto l’invito e, consegnata la lettera al presidente del consiglio, si è alzata dai banchi e ha abbandonato l’aula. Una volta fuori però, è stato proprio Mantini a replicare alle parole di Luciani: «Noi ci siamo rivolti al presidente Bruno», dice il consigliere della Lega, «la risposta del sindaco non ci interessa e non prendiamo lezioni da lui».
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