Lite sul garante per l’infanzia: ecco i nomi che dividono i partiti

Dopo due rinvii, la scelta torna al centro di un vertice tra i capigruppo: la Lega preme per Ascione, Forza Italia vuole Cecchinelli. Ma resta il caos sui tre candidati esclusi per la residenza fuori città
PESCARA. In maggioranza non c’è accordo sulla nomina del garante per l’infanzia e l’adolescenza: dopo due rinvii, oggi alle 11.30, si torna a parlare dell’incarico in occasione della riunione dei capigruppo che dovranno decidere la data del prossimo consiglio comunale. E in quella seduta il centrodestra dovrà scegliere chi sarà il tutore dei diritti dei minorenni.
LEGA-FORZA ITALIA Ma prima del consiglio, di certo dopo le elezioni politiche di domenica prossima, si tenterà una mediazione tra i partiti dell’amministrazione Masci, a partire dalla Lega e Forza Italia, i gruppi più numerosi in consiglio: degli 8 candidati che hanno risposto al bando, tre sono stati esclusi perché non sono residenti a Pescara e non votano in città e, a meno di sorprese, ne restano in corsa 5, tutti di Pescara: sono Giacomo Cecchinelli, avvocato, Anna Lisa Ferrante, insegnante, Teresa Ascione, preside dell’istituto comprensivo Pescara 1, Maria Anna Tambone, docente e assistente sociale, e Claudia Di Pasquale, vice presidente della Commissione per le pari opportunità della Provincia di Pescara e sorella del consigliere comunale di Forza Italia Alessio Di Pasquale. Secondo voci di palazzo, Forza Italia potrebbe puntare su Cecchinelli, avvocato cassazionista, mentre la Lega preferirebbe la preside Ascione, una personalità che godrebbe dell’appoggio del vice sindaco e assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli. L’incarico è gratuito.
E I NON PESCARESI? Ma la partita non è chiusa perché sul bando che esalta la pescaresità – requisito indispensabile che batte anche «la comprovata competenza ed esperienza nell’ambito delle scienze giuridiche, psicologiche, sociali o pedagogiche» – pesa una sentenza che stabilisce l’incostituzionalità dell’esclusione di un candidato da un concorso pubblico a causa della residenza: il pronunciamento del Tar Toscana, nel 2017, sostiene che il merito è più importante del posto in cui si vive. La sentenza sottolinea che l’articolo 51 della Costituzione prevede che «tutti i cittadini possano accedere agli uffici pubblici secondo i requisiti stabiliti dalla legge». E adesso questa sentenza potrebbe mettere a rischio la nomina. Oggi del caso si parlerà tra i capigruppo: il requisito della residenza resisterà alle polemiche o si cambierà? Gli esclusi per il criterio della residenza fuori Pescara sono Monia Scalera di Chieti (avvocato, commissario governativo per le adozioni internazionali, presidente del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Chieti e curatore speciale al tribunale per i minorenni), Mario D’Avino di San Giorgio a Cremano (docente e pedagogista) e Fulvia Cetrullo di Spoltore (pedagogista, insegnante e fondatrice dell’Istituto internazionale Vivere Montessorianamente di Pescara).
CACCIA ALL’ACCORDO Il garante è eletto dal consiglio comunale dopo il parere della commissione Politiche sociali che si è riunita già: servirà la maggioranza dei due terzi dei componenti alla prima votazione; maggioranza assoluta dalla seconda in poi. Senza indicare uno tra gli 8 candidati, la commissione ha espresso «parere favorevole» con l’astensione del Pd.

