Litiga con la fidanzata e tenta il suicidio

13 Settembre 2018

Scafa: giovane si schianta con l’auto contro una saracinesca, poi minaccia di lanciarsi da un ponte. Fermato dai carabinieri

SCAFA. Litiga con la fidanzata e tenta il suicidio, ma prima si schianta con l’auto contro un negozio. Grande agitazione, ieri a Scafa, per le intemperanze di un ventiduenne di Rosciano, che era in macchina con la ragazza al centro del paese, in corso Primo Maggio, all'ora di uscita dalla scuola quando sembra aver perso la testa. Questa la scena. La fidanzata scende dall'auto, dopo un litigio, e si rifugia nel bar pizzeria paninoteca “da Lulù”, sul corso, chiedendo aiuto e protezione. Lui la segue ma le titolari del bar, intuendo il peggio, riescono a chiudere l’ingresso, impedendogli di entrare. Il giovane va in escandescenze e minaccia di suicidarsi. Raggiunge l'auto e si allontana con una partenza a tutto gas. Arriva alla fine del corso, gira e torna sul posto a tutta velocità. L'auto finisce sul marciapiede e si schianta contro la vetrina di un esercizio commerciale. Alla scena, che si è sviluppata nell’arco di circa 20 minuti, assiste un papà, il fotografo Mino Gelsomoro, che si trova nelle vicinanze perché è andato a riprendere la figlia a scuola.
Nota che il giovane, infuriato per quanto gli è capitato, comincia a gridare di volersi gettare nel Pescara e inizia a correre per raggiungere un ponticello sul fiume da via Baiocco, una traversa di corso Gramsci.
Nel frattempo il vigile urbano Antonio Valente, accorso sul posto, lo raggiunge in auto, mentre Gelsomoro raggiunge il 22enne, accompagnato dalla fidanzata, ritenendo che la sua presenza sia utile a farlo tornare in sé. E questa si rivela una mossa vincente perché le intenzioni del giovane, si apprende poi, sono davvero quelle di farla finita. La presenza sul posto della fidanzata lo rassicura, anche se il 22enne continua a rifiutare qualsiasi aiuto, anche quello dei vigili del fuoco che nel frattempo hanno circondato la zona e si sono preparati ad affrontare ogni evenienza.
Alla fine, risolutivo si rivela l'intervento dei carabinieri della compagnia di Popoli agli ordini del capitano Giovanni Savini e del comandante della locale stazione, luogotenente Carmine Farina.
Quest'ultimo, che conosce da tempo il giovane, riesce a parlargli, a tranquillizzarlo, a farlo ragionare e a farlo rinunciare alle sue intenzioni. Il 22enne accetta di interloquire con il comandante che lo conduce prima in caserma e successivamente lo accompagna all'ospedale di Pescara, dove il ragazzo viene sottoposto alle cure del caso.
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