Litigavano per un muro «Tu farai una brutta fine»

20 Luglio 2020

L’ultima minaccia dell’aggressore al suo rivale: non ritroveranno le tue ossa Liti e contenziosi andavano avanti da 15 anni: scambio di accuse per i confini

TORREVECCHIA TEATINA. «Una minaccia di morte che mi ha particolarmente colpito è questa: “Ti faccio fare la fine di so io chi... che non ti ritroveranno più neanche le ossa”». Qualche giorno fa, per la precisione il 9 luglio, Vincenzo Mattioli ha l’ennesima lite con il vicino Benito Penna e decide di scrivere un messaggio al suo legale, l’avvocato Antonello D’Aloisio, raccontando le intimidazioni che – a suo dire – il confinante gli ha riservato anche stavolta. A distanza di dieci giorni, nessuno poteva però immaginare che i cattivi rapporti potessero degenerare fino a un’aggressione pianificata con l’obiettivo di uccidere, stando a una prima ricostruzione degli investigatori.
Da più di un decennio il clima tra Vincenzo e Benito era a dir poco ostile. Anche se nel 2005, quando Penna arrivò a Torrevecchia Teatina da Roma, i due avevano cominciato a frequentarsi con una certa cordialità. Ma è stato un muro di confine in mattoni a farli scontrare fino a innescare un vortice di denunce e dispetti tale da rendere necessario l’intervento della magistratura. Penna era convinto che il vicino gli avesse «rubato» una ventina di centimetri di terreno, ma tutte le querele nei confronti di Mattioli – sottolinea sempre l’avvocato D’Aloisio – sono state archiviate.
Il 4 gennaio di un anno fa Benito è stato protagonista di un fuori programma durante la visita a Chieti del leader della Lega Matteo Salvini. A introdurre l’intervento dell’allora ministro dell’Interno, in un affollatissimo auditorium Cianfarani, è stata proprio l’imprevista entrata in scena di Penna, che anche in quell’occasione ha puntato il dito contro il vicino di casa chiedendo un intervento di Salvini. «Venga qui che le do il numero di cellulare del ministro dell’Interno», ha risposto il politico scatenando una risata collettiva.
Quel che è certo è che, negli ultimi mesi, la situazione è diventata insostenibile con liti sempre più frequenti. L’ultima prima del dramma, si diceva, risale al 9 luglio. Quel giorno Vincenzo ha ripreso con il cellulare la discussione a distanza con il vicino, inviando poi il video al suo avvocato. «Mi hai rubato la terra, hai fatto denunce false, io non ho alzato casa, io voglio andare al giudice», ha gridato dalla sua abitazione in direzione del rivale. «Il video riguarda solo la parte finale delle ingiurie», ha raccontato Vincenzo ancora all’avvocato, «prima che io riprendessi ci sono state minacce di morte e lanci di sassi verso la mia finestra. Questi episodi si ripetono ogni giorno». In un’occasione, Vincenzo ha ritrovato la recinzione di casa completamente tagliata. Ma non è finita qui: in un’altra circostanza, Penna ha accusato il vicino di aver rubato l’energia elettrica e l’acqua dalla rete idrica. Ma l’intervento dei tecnici ha certificato che nulla di tutto questo era accaduto. Ieri pomeriggio, quando Vincenzo era sul terrazzino con vista sul muro della discordia, si è insospettito per i movimenti di Benito vicino al confine. Il resto della drammatica sequenza è raccontato dalle immagini delle telecamere. (g.let.)
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