Lo sciame sismico fa slittare il vertice dei sindaci

6 Novembre 2016

POPOLI. Causa contingenza sismica, slitta la riconvocazione a 100 giorni dei sindaci del Centro Abruzzo. Il movimento Ripensiamo il Territorio, dal maggio scorso, si era dato appuntamento con i primi...

POPOLI. Causa contingenza sismica, slitta la riconvocazione a 100 giorni dei sindaci del Centro Abruzzo. Il movimento Ripensiamo il Territorio, dal maggio scorso, si era dato appuntamento con i primi cittadini dei paesi della Val Pescara e della Valle Peligna per approfondire la discussione sulla proposta di costituire un Parlamento del Territorio, sorta di assemblea dei rappresentati delle locali amministrazioni che «si ponga», spiega un dirigente del movimento, Gianni Natale, «i problemi del territorio in modo sistemico e nell'esigenza di una non più rinviabile riorganizzazione amministrativa, alla luce delle ormai superate architetture ottocentesche del nostro territorio e della necessaria riprogettazione strategica, tenendo conto anche del recente studio del professor Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica all'università d’Annunzio (Il sistema regionale urbano) che indica un riassetto del sistema attraverso la nuova visione delle aree funzionali urbane. Solo così» prosegue Natale, «si potrà predisporre in Centro Abruzzo una massa critica che riaccenda il motore della crescita e il conseguente sviluppo, puntando direttamente al bilancio europeo».

A oggi, sono trascorsi 137 giorni e tutti i sindaci convocati Anna Maria Casini, di Sulmona; Marianna Scoccia, Prezza; Francesco Di Donato, Roccaraso; Ileana Schipani, Scontrone; Concezio Galli, Popoli; Riziero Zaccagnini, Tocco da Casauria e Fernando Gatta, Villalago, nel dare atto del loro interesse a rispettare l'impegno, hanno aderito confermando piena disponibilità all'evento nel quale coinvolgere anche altri sindaci del comprensorio.

La sciame sismico in atto però giustifica lo slittamento e la definizione di una nuova data. Nel corso dell’incontro, si dovrà costituire un Parlamento territoriale «che rifletta», precisa Natale, «sui problemi generali del territorio, che li anticipi, stabilendo una comune visione, priorità, e la ricerca delle soluzioni con gli strumenti amministrativi e finanziari necessari a far decollare le aree interne».©RIPRODUZIONE RISERVATA