Lo sconfitto: troppe liti interne e calunnie contro di me

9 Giugno 2014

MONTESILVANO. «Sapevamo che era difficile e che avevamo bisogno di più tempo per recuperare visto che siamo partiti in ritardo ma è anche vero che la campagna elettorale non può durare più di due...

MONTESILVANO. «Sapevamo che era difficile e che avevamo bisogno di più tempo per recuperare visto che siamo partiti in ritardo ma è anche vero che la campagna elettorale non può durare più di due mesi». Lino Ruggero, candidato sindaco del centrosinistra, ci ha creduto fino a dopo la mezzanotte quando le ultime sezioni hanno decretato la vittoria di Francesco Maragno. Ha sperato nell’effetto traino di Luciano D’Alfonso nuovo presidente della Regione ma così non è stato. Ora mastica amaro Ruggero, 36 anni e 4 figli, imprenditore del settore funebre, già vicesindaco con Di Mattia: «Rispetto la volontà degli elettori e, di conseguenza, riconosco la vittoria dell’avversario anche se, in questa campagna elettorale, non posso non tenere presente che ci sono stati veleni da parte di alcuni personaggi che hanno calunniato e diffamato la mia persona e credo che questo abbia inciso sul risultato finale». Ruggero si riferisce a documenti diffusi da esponenti del centrodestra e pubblicati anche su Facebook su contributi e rimborsi durante il suo mandato da consigliere provinciale.

In un’elezione segnata dall’astensionismo record, il distacco tra Ruggero e Maragno non è un abisso – poco più di mille voti – ma quando dai rappresentanti di lista che presidiano i seggi arriva la certezza che il divario non si può più colmare, nel comitato di via D’Annunzio cala il silenzio. Ruggero, accanto al collaboratore Ottavio Mambella, prosegue la sua analisi del voto montesilvanese: «Non è stata premiata la trasparenza per condurre avanti determinati interventi sul Comune. È stata, invece, una campagna elettorale basata su dati non reali: gli avversari sono stati più bravi a divulgare queste notizie false».

Adesso, il centrosinistra si morde le mani per le troppe liti che si sono consumate prima di scegliere il candidato sindaco: «Siamo partiti in ritardo», dice Ruggero, «ma sono contento di essere arrivato almeno al ballottaggio: sapevamo che era difficile e che avremmo avuto bisogno di più tempo per recuperare ma è anche vero una campagna elettorale non può durare due mesi».

Ruggero sarà il capo dell’opposizione in consiglio comunale e immagina i primi passi dell’amministrazione Maragno e già prevede una strada in salito: «Faccio l’in bocca al lupo a Maragno», dice, «ma credo che avrà notevoli difficoltà, con la squadra che si ritrova, a portare avanti l’amministrazione comunale».

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