Lo sgombero deciso 6 mesi fa e sempre rimandato
MONTESILVANO. Sono trascorsi esattamente 6 mesi da quando il sindaco Francesco Maragno ha firmato l’ordinanza di sgombero del cosiddetto “ghetto” di via Ariosto. Il documento prevedeva che le...
MONTESILVANO. Sono trascorsi esattamente 6 mesi da quando il sindaco Francesco Maragno ha firmato l’ordinanza di sgombero del cosiddetto “ghetto” di via Ariosto. Il documento prevedeva che le palazzine Tillia e Viola venissero liberate entro 60 giorni, ma ad oggi tutto è rimasto al suo posto e il provvedimento sembra ormai solo un lontano ricordo.
All’origine dell’ordinanza, un blitz condotto a novembre 2016 da polizia locale, carabinieri, Asl di Pescara e vigili del fuoco che, dopo le numerose segnalazioni dei residenti del quartiere, avevano eseguito un controllo sullo stato igienico sanitario e sull’agibilità degli appartamenti abitati dalla comunità senegalese. L’esito del sopralluogo parlava chiaro: le due palazzine non potevano essere abitate in quello stato. Qualche settimana dopo, quindi, il 21 novembre 2016, Maragno ha prima firmato l’ordinanza di sgombero e poi incontrato i proprietari degli appartamenti: l’obiettivo era quello di arrivare a un accordo tra proprietari e inquilini per evitare uno sgombero coatto. Su questa linea anche il successivo incontro svoltosi in prefettura con residenti e amministratori, che però finora non ha prodotto i risultati sperati. E così in via Ariosto decine di senegalesi continuano a vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie, in strutture poco stabili e con impianti non a norma. A questo si aggiungono le discariche abusive che ciclicamente sorgono nel piazzale davanti i condomini, dove vengono accatastati mobili e rifiuti di ogni genere, e lo spaccio che avviene anche alla luce del giorno, sotto gli occhi esasperati dei residenti. (a.l.)

