Lo smog mai così alto, l’Arta: «Si tratta di polveri anomale»
Le centraline indicano da sei giorni il superamento dei limiti a Pescara, Montesilvano e Francavilla L’agenzia per l’ambiente: «Potrebbe essere un fenomeno naturale, ma dobbiamo verificare»
PESCARA. I valori dello smog non sono mai stati così allarmanti come in questo periodo. Da sei giorni, le centraline dell’Arta stanno rilevando livelli delle polveri sottili da record. Non solo in tutta Pescara, ma anche a Montesilvano, a Francavilla e in altre zone dell’Abruzzo.
Un fenomeno preoccupante, che l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente definisce anomalo e per questo è stata avviata un’analisi più approfondita dei dati. «È plausibile», ha detto il direttore generale Maurizio Dionisio, «che questi valori, insolitamente elevati, possano essere connessi a fenomeni di trasporto naturale di polveri su lunghe distanze che sono stati registrati negli stessi giorni in tutta Italia, cosa che sembrerebbe coerente con gli innalzamenti dei valori delle polveri registrati anche in altre regioni». Ovunque, però, la qualità dell’aria è stata giudicata scadente.
POLVERI ALLE STELLE. Da diversi giorni le stazioni di rilevamento dell’inquinamento atmosferico stanno registrando valori oltre i limiti di sicurezza delle polveri sottili e di quelle ultra sottili, ossia le Pm 10 e le Pm 2,5 con dimensioni inferiori a 10 o a 2,5 micron.
Nella zona del teatro D’Annunzio, sulla riviera sud, le Pm 10 hanno superato il tetto di 50 microgrammi per metro cubo fissato dalla legge per la protezione della salute umana per due giorni consecutivi: mercoledì scorso, con 75 microgrammi e giovedì, con 68. Peggiore la situazione delle Pm 2,5, che da lunedì hanno superato il valore limite annuale di 25 microgrammi per metro cubo stabilito dalla legge per la sicurezza dei cittadini. Più precisamente, lunedì scorso c’erano 28 microgrammi; martedì, 33; mercoledì, 44; giovedì, 38.
Valori altissimi delle Pm 10 (le Pm 2,5 non vengono misurate dalla centralina) sono stati indicati anche nella periferica via Sacco, nel cuore del quartiere di Villa del Fuoco. Mercoledì scorso, sono stati rilevati ben 76 microgrammi; giovedì, 75.
Ancora più drammatica appare la situazione nella centralissima via Firenze. La stazione di rilevamento ha misurato il valore record, mercoledì scorso, di 80 microgrammi per metro cubo di Pm 10, mentre giovedì il valore è sceso a 71.
Invece, la centralina ha segnato allarme rosso per le Pm 2,5 per sei giorni consecutivi: sabato 20 febbraio, sono stati rilevati 28 microgrammi; domenica, 26; lunedì, 32; martedì, 39; mercoledì, 48; giovedì, 39.
Non va meglio negli altri Comuni costieri confinanti con Pescara. A Montesilvano, sono stati segnalati, mercoledì scorso, 73 microgrammi di Pm 10; e giovedì, 63. Mentre le Pm 2,5 hanno cominciato a superare i limiti da martedì scorso, con 33 microgrammi; poi, mercoledì, 40; giovedì, 33.
Simile l’andamento delle polveri a Francavilla. Le Pm 10 hanno oltrepassato il tetto mercoledì, con 63 microgrammi; e giovedì, con 61. Le Pm 2,5 hanno superato il limite da lunedì scorso, con 26 microgrammi; hanno poi proseguito l’ascesa martedì, con 31; mercoledì, con 40; fino ad arrivare a giovedì, con 37.
INDAGINI DELL’ARTA. L’Agenzia regionale per l’ambiente, dunque, ritiene che questo innalzamento delle polveri sia dovuto ad un fenomeno naturale. Fenomeno, tuttavia, da verificare a livello regionale. «Il fenomeno», ha affermato Dionisio, «deve essere ancora seguito, sia attraverso l’analisi sui campioni prelevati dagli analizzatori, sia condividendo informazioni con il Sistema nazionale di protezione ambientale». Secondo l’Arta, episodi del genere non sarebbero occasionali. Anche l’anno scorso, si sarebbero registrati due eventi del genere. «A fine marzo», ha ricordato Dionisio, «un’incursione di polveri asiatiche venne registrata addirittura su scala nazionale, mentre a maggio l’Abruzzo fu raggiunta da polveri di origine sahariana».
«Il fenomeno», ha concluso il direttore generale, «quindi, sembra del tutto naturale e non dovrebbe derivare da inquinamento atmosferico di origine chimico industriale, ma continueremo a monitorare la situazione».
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