Lo sport in lacrime saluta Prioli

Folla ai Gesuiti ai funerali dell’edicolante e pioniere del calcio dilettantistico
PESCARA. Parrocchia Cristo Re dei Gesuiti gremita per l'ultimo saluto a Clemente Prioli, icona del calcio dilettantistico pescarese, scomparso all'età di 84 anni. Almeno in 200, rappresentanti dal presidente del comitato regionale Figc e il numero uno della vecchia Renato Curi Pescara Daniele Ortolano, hanno voluto rendere omaggio al tecnico di numerose squadre cittadine e provinciali che negli anni 60, 70 e 80 andavano per la maggiore. In primis l'Ursus 1925, la prima storica società di calcio pescarese con i colori giallo e blu fondata dall'imprenditore italo-americano Masi, ma anche la mitica Castellammare, con un campionato di 1ª categoria vinto e il Porto, l'attuale Delfino Flacco, con cui vinse un campionato di 2ª categoria senza mai perdere una partita, fino alle esperienze con la Folgore Sambuceto di patron Bozzolan, Pescara Colli, Loreto e Upim, la prima squadra tutta al femminile. Prioli nella sua lunga carriera da allenatore lanciò nel mondo del calcio professionistico diversi atleti di spessore, come il centrocampista classe 1962 Augusto Gabriele che si mise in luce nel Cesena in serie A e giocò nel Parma di Arrigo Sacchi fino a diventare ora un bravo tecnico di settore giovanile nella Renato Curi, e anche l'attuale direttore sportivo Fabio Lupo che da giocatore militò con Bari, Campobasso e Ancona, per finire con l'ala destra di Turrivalignani Tonino Martino, funambolo del Castel di Sangro dei miracoli e autore del gol vittoria di un Torino-Reggina 1-2 del 1999 che tolse al Pescara di Gigi De Canio la promozione in serie A per un solo punto.
Sulla bara, a fine cerimonia funebre, l'ex patron dell'Ursus Aldo Marino ha voluto apporre il gagliardetto gialloblù della società che riprendeva le sfumature della città, il giallo del sole e il blu del mare pescarese. Con grande commozione la moglie Nunziata e i figli Domenico, Vittorio e Federica hanno letto un messaggio di dolore e di speranza per un uomo che sapeva instaurare un rapporto speciale con i ragazzi. Prioli è stato anche edicolante in vari punti della città, in piazza Salotto, sul lungomare Matteotti e infine, negli ultimi anni, ai Colli, a pochi passi dalla chiesa dei Gesuiti dove si sono svolti i funerali.
Con Clemente Prioli se ne va un altro pezzettino della storia del calcio pescarese, quello rimpianto da tanti appassionati in cui una stretta di mano o una parola valeva più di un contratto.
Marco Ratta

