Lo sport mette d’accordo tutti I candidati: servono più impianti

30 Settembre 2021

Angelucci punta su nuove strutture, Russo vuole costruire il Pala Anzuca e Bernini uno skate park Moroni: la cittadella dello sport. Sarchese: accesso a tutte le società. Paolini e Montebello: no ai privati 

FRANCAVILLA. Da un nuovo palazzetto dello sport alla gestione comunale degli impianti, dall’accessibilità per tutti alla destagionalizzazione. A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale, gli 8 candidati sindaci di Francavilla tornano a misurarsi sul tema del rilancio dello sport e delle strutture sportive in città, altro settore messo pesantemente in ginocchio dalla pandemia.
Le chiusure dei mesi scorsi, oltre ad aver creato un grave danno economico alle attività presenti sul territorio, hanno privato giovani e meno giovani di quei centri di aggregazione dove svolgere le varie discipline. Proprio per questo uno dei temi che la prossima amministrazione dovrà affrontare sarà quello legato al rilancio del settore. Lo sa bene Roberto Angelucci, che attacca: «È fondamentale costruire nuove strutture, per consentire soprattutto ai più piccoli di fare sport e farlo gratuitamente. È opportuno intercettare gli investimenti dei privati: prendo ad esempio il centro Tikitaka, dove dei ragazzi, con sacrificio e competenza hanno creato una realtà unica per il nostro territorio. Senza dubbio servono nuovi impianti: abbiamo una squadra di calcio a 5 femminile in serie A costretta ad allenarsi e a giocare fuori città. Non dobbiamo permetterlo».
Luisa Russo invece preme per «la costruzione del Pala Anzuca. Vogliamo realizzare un palazzetto coperto, polifunzionale, capace non solo di accogliere tutte le varie discipline sportive, ma anche di ospitare concerti e grandi eventi, in modo da destagionalizzare l’offerta turistica. Realizzeremo una palestra dietro la scuola elementare Costanza D’Avalos, ma soprattutto dovremo essere pronti per sostenere le associazioni nello svolgimento delle loro attività».
Per Franco Moroni occorre «riammodernare le strutture esistenti per andare a realizzare la cittadella dello sport a Valle Anzuca, con la progettazione di un quartiere fatto di tanto benessere e impatto zero sotto il profilo dei consumi energetici. Inoltre appare opportuno promuovere la nascita di attività sportive sfruttando la risorsa offerta dal fiume Alento». Secondo il candidato Livio Sarchese bisogna «impegnarsi per favorire lo sport di base, permettendo un accesso agli impianti a tutte le società. La politica di affidare in gestione le strutture sportive, se da un lato ha portato alla rivalutazione delle stesse, dall’altro ha prodotto un aggravio dei costi per l’utente finale». E sulla stessa falsariga prosegue: «Serve introdurre un sistema di valutazione dell’uso degli impianti sportivi dati in concessione, permettere la pratica sportiva a chi non ha la possibilità di sostenerne i costi, riqualificare le aree verdi e promuovere i campionati giovanili».
Anche Moreno Bernini si schiera contro le privatizzazioni: «Occorre evitare situazioni come la vendita della piscina comunale o gestioni private che impediscono la disciplina sportiva. Gli impianti non possono essere appannaggio solo di chi fa agonismo. Inoltre è opportuno attrezzare le aree libere per nuovi sporto come parkour e skate park».
Anche Camillo Paolini si dice «contrario alle privatizzazioni, come accaduto per il circolo tennis, per lo stadio, per la piscina e anche per il porto turistico, strutture affidate alla gestione di imprenditori con elevati costi per la società. Bisogna spingere sul pubblico, anche a costo di andare in perdita, ma con l’obiettivo di garantire un servizio».
Per Carmine Montebello «il Comune deve gestire direttamente le attività delle società sportive, a partire dai settori giovanili», mentre Gianluca Baldassarre punta sulla «gestione comunale dello stadio Valle Anzuca per favorire le varie attività sportive oltre alla riqualificazione dell'impianto sportivo».
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