Lo stipendio del dg dell’Aca fa litigare la maggioranza

28 Marzo 2018

PENNE. Il bilancio Aca approvato in Provincia il 16 marzo scorso ha trasferito il suo strascico polemico fin dentro la maggioranza del sindaco di Penne. A protestare contro l’approvazione del...

PENNE. Il bilancio Aca approvato in Provincia il 16 marzo scorso ha trasferito il suo strascico polemico fin dentro la maggioranza del sindaco di Penne. A protestare contro l’approvazione del bilancio di previsione dell’Aca, e contro la decisione di stabilire uno stipendio massimo al direttore generale dell’azienda consortile acquedottistica pari a 190 mila euro, è il consigliere di maggioranza Emidio Camplese (Per Penne). Il giovane consigliere vestino si è detto contrariato soprattutto per il voto favorevole espresso dal vice sindaco di Penne, Vincenzo Ferrante. «È stata una decisione incredibile quella del sindaco Semproni che ha approvato, attraverso il vice sindaco Ferrante, il bilancio dell’Aca, avallando anche l’inaccettabile decisione sullo stipendio del direttore generale dell’azienda, stabilito fino a un massimo di circa 16mila euro al mese. Praticamente, l’equivalente di uno stipendio di un ministro. È evidente che, nel clima di generale difficoltà del Paese, delle famiglie e delle persone in genere, simili decisioni, legittime o no, si segnalano comunque per cinismo e disprezzo del senso civico», attacca duramente Camplese. «Ritengo inaccettabile», continua il giovane consigliere comunale pennese, «che il sindaco abbia delegato un suo assessore per una votazione talmente delicata e importante e che lo stesso non abbia condiviso la linea da seguire con la maggioranza. O il vice sindaco Ferrante ha agito in contrasto con la delega del sindaco, e ciò sarebbe gravissimo, oppure ha rispettato le sue precise indicazioni. Un voto di natura squisitamente politica che mi trova in disaccordo e che necessita di un'attenta riflessione per capire verso quali direzioni si muove la giunta. Mi preme fare una doverosa precisazione anche per quanto riguarda le candidature alla Regione di cui estemporaneamente si occupa il sindaco senza neppure capire in quale area politica pensa di lanciarle. Quanto all’ipotesi che la candidatura immaginata dal sindaco riguarderebbe la mia persona, lo escludo decisamente, non fosse altro per il fatto che, pur essendo stato il terzo degli eletti mi ha escluso dalla sua giunta». (f.bel.)