Lo storico: qui c’era la scuola elementare
Per Giustino Pace, storico del territorio, l'emozione di tornare a varcare la soglia di Palazzo Toppi, gli ambienti del vecchio municipio e della vecchia scuola elementare è forte come rivedere un...
Per Giustino Pace, storico del territorio, l'emozione di tornare a varcare la soglia di Palazzo Toppi, gli ambienti del vecchio municipio e della vecchia scuola elementare è forte come rivedere un luogo della fanciullezza. «È un colpo al cuore rivisitare il palazzo a distanza di 42 anni», racconta lo storico, «c'era una gradinata rinascimentale poi andata completamente distrutta e cementificata, a piano terra la sede dell'associazione Combattenti e reduci, al piano superiore l'anagrafe, la sala del consiglio comunale, la stanza del sindaco e quella del segretario comunale, e le tre classi della nostra scuola elementare col maestro Liberatore».
«In epoca risorgimentale qui avvenne lo scontro finale tra filo borbonici e filo unitari», aggiunge Luigi Spina, presidente Soms, «Spoltore è sempre stato territorio di confine e ha sempre dovuto difendersi. Nell'alto medioevo con il castello, in epoca rinascimentale con le costruzioni a schiera e l'entrata all'interno dell'abitato, un sistema inespugnabile».
Un luogo che racconta, insomma. Storia, memoria, identità, bellezza. E nuova accoglienza, nuove possibilità di essere. Il ritorno a nuova vita per il borgo antico attualmente spopolato, con la vicina piazza D'Albenzio ripavimentata di fresco, ma desolata per il progressivo abbandono delle attività. Ma che emozione, dicono tutti, perdersi in quell'intreccio di vicoli in mattone che salgono fin su al torrione del castello, che regala la vista più romantica e spettacolare, dal mare alla Bella Addormentata. (j.f.)
«In epoca risorgimentale qui avvenne lo scontro finale tra filo borbonici e filo unitari», aggiunge Luigi Spina, presidente Soms, «Spoltore è sempre stato territorio di confine e ha sempre dovuto difendersi. Nell'alto medioevo con il castello, in epoca rinascimentale con le costruzioni a schiera e l'entrata all'interno dell'abitato, un sistema inespugnabile».
Un luogo che racconta, insomma. Storia, memoria, identità, bellezza. E nuova accoglienza, nuove possibilità di essere. Il ritorno a nuova vita per il borgo antico attualmente spopolato, con la vicina piazza D'Albenzio ripavimentata di fresco, ma desolata per il progressivo abbandono delle attività. Ma che emozione, dicono tutti, perdersi in quell'intreccio di vicoli in mattone che salgono fin su al torrione del castello, che regala la vista più romantica e spettacolare, dal mare alla Bella Addormentata. (j.f.)

