Lo studente con il coltello: avevo paura, mi sono difeso

12 Febbraio 2022

Il 15enne dà la sua versione. La polizia lo denuncia per rissa, lesioni e porto abusivo di arma Nei guai anche almeno tre dei suoi aggressori. Ma le indagini della Mobile proseguono

PESCARA. Sono stati tutti identificati e almeno tre già denunciati dalla squadra mobile per rissa aggravata e lesioni i partecipanti alla rissa avvenuta giovedì davanti all’istituto Acerbo, all’uscita da scuola. Si tratta di ragazzini che hanno fra i 15 e i 16 anni esattamente come la vittima, un giovane di Montesilvano, attualmente ricoverato con 30 giorni di prognosi nel reparto di Chirurgia Pediatrica per la coltellata ricevuta sulla parte destra del torace che gli ha provocato lacerazioni interne. Fra i denunciati anche un maggiorenne. Rintracciato, già subito dopo il fatto, il 15enne che ha sferrato la coltellata, anche lui finito in ospedale per un trauma cranico e dimesso con 7 giorni di prognosi. Deve rispondere di rissa, lesioni e porto abusivo di arma.
Gli investigatori hanno il quadro chiaro su quanto accaduto in pochi minuti giovedì, in via Parco Nazionale d’Abruzzo, davanti alla scuola, e questo anche grazie alle immagini delle telecamere. Sanno quello che è successo e i ruoli degli studenti coinvolti. Ierii poliziotti sono stati a scuola e oggi probabilmente ci torneranno per continuare a sentire i testimoni.
Tutto sarebbe partito, così come emerso sin dai primi istanti, da un agguato al 15enne che ha poi sferrato la coltellata. Da quanto ricostruito, sarebbe stato raggiunto all’uscita di scuola da un gruppetto di ragazzini dell’istituto Acerbo e non solo, circondato e aggredito. Il tutto per un banale screzio avvenuto in mattinata o il giorno prima. Lui avrebbe provato ad allontanarsi e in qualche modo a difendersi ma, considerando che era in minoranza, senza esito. Secondo qualcuno, avrebbe anche mostrato un coltello che aveva con sé. Poi all’improvviso sarebbe stato tramortito da due colpi ricevuti da dietro con il casco di una moto. Rialzatosi da terra, avrebbe quindi cercato di raggiungere il ragazzo che lo aveva ferito, il quale nel frattempo era scappato in direzione di un gruppetto di altri studenti, passando loro dietro. E a quel punto, forse nel tentativo di colpire chi l’aveva a sua volta colpito, ha sferrato per sbaglio la coltellata al 16enne di Montesilvano che non c’entrava nulla ed era lì con i suoi amici.
Il fatto ha avuto un seguito anche sui social con video, messaggi e anche minacce. Minacce, anche di morte, che nei giorni precedenti avrebbe ricevuto lo stesso ragazzo che ha poi usato il coltello. Tutto è ora in mano alla polizia. Davanti agli investigatori della Mobile, i ragazzini coinvolti hanno provato a giustificarsi. Il 15enne che ha sferrato la coltellata, da parte sua, così come già nei primi istanti, ha continuato a ripetere che era molto spaventato, di aver trovato il coltello per terra, forse caduto a uno dei suoi aggressori, e di averlo usato unicamente per difendersi dal branco: non voleva fare del male a nessuno. E intanto lascerà la scuola.
Per gli inquirenti, un fatto gravissimo che avrà per tutti i protagonisti ripercussioni pesanti.
Di qui l’invito della polizia ai ragazzi, a evitare di farsi giustizia da soli, di parlare, se hanno problemi, con la famiglia o in casi gravi con le forze dell’ordine. Ma lasciando perdere le questioni di rispetto e di onore per uno sguardo o una parola di troppo, come sembra sia avvenuto giovedì.