Lo studente suicida a Bologna: un biglietto con la data cerchiata

11 Ottobre 2022

I genitori lo avevano raggiunto già da qualche giorno per assistere anche alla tesi della fidanzata Venerdì pomeriggio aveva detto che toccava a lui, ma a Giurisprudenza non c’erano lauree

FRANCAVILLA. Incredulità e rabbia sono i sentimenti che accompagnano la notizia della morte di Francesco, lo studente 23enne di Francavilla, che si è tolto la vita nel giorno che doveva essere quello della sua laurea. Bocche cucite tra amici e conoscenti: nessuno ha voglia di parlare, né di commentare. Le notizie arrivate dal capoluogo emiliano sono ancora frammentarie, tanto da spingere chi lo conosceva al massimo riserbo. Chi racconta qualcosa lo fa chiedendo il mantenimento dell'anonimato, soprattutto nel rispetto della famiglia della vittima, descritta come estremamente riservata, poco avvezza al clamore pubblico e distrutta dal dolore di una tragedia di questa portata.
Nel frattempo però, emergono alcuni elementi che potrebbero aiutare a capire il perché del gesto estremo che nessuno, tra i conoscenti, avrebbe mai potuto immaginare.
Il giovane viveva a Bologna ormai da qualche anno nella casa che i genitori, entrambi lavoratori, gli avevano comperato. La condivideva insieme alla fidanzata che proprio la settimana scorsa si è laureata in Ingegneria, due giorni prima della presunta data fissata per la laurea in Giurisprudenza del 23enne. La famiglia era arrivata a Bologna già per assistere alla discussione della ragazza, salvo poi trattenersi fino a venerdì quando sarebbe toccato al figlio. Stando a quello che lui avrebbe detto ai suoi cari, avrebbe dovuto discutere la tesi nel pomeriggio, tanto che era stato prenotato anche il ristorante per festeggiare a cena. Ma al mattino lui è uscito di casa, per non fare più rientro. Da quello che sembrerebbe, pare che lo studente abbia lasciato un indizio: non un messaggio, ma un biglietto con evidenziata la data in cui è avvenuta la tragedia. Va detto che ad avvalorare la tesi del gesto volontario c’è anche l’assenza di sedute di laurea nel giorno della sua scomparsa. Una serie di elementi che vanno nella stessa direzione, ma a cui nessuno riesce a dare una spiegazione. I genitori si trovano ancora a Bologna, dove adesso devono essere espletate le ultime formalità inerenti l’autopsia disposta dalla Procura. Una volta completata, arriverà il nulla osta per la restituzione della salma, quindi si potrà pensare all’organizzazione del funerale, non ancora fissato ma atteso tra la giornata di domani e quella di dopodomani. Chi oggi lo ricorda parla di lui come un ragazzo buono, disponibile, ma anche estremamente introverso. Amava leggere e studiare, aveva concluso con successo gli studi al liceo classico di Pescara e con altrettanta intraprendenza aveva scelto il percorso giuridico. Anche qui, quello che in molti si chiedono, è dove ha incontrato l'ostacolo. Perché il giovane ha architettato una finta laurea? Cosa l’ha spinto al gesto estremo? Il dispiacere che avrebbe potuto dare ai genitori per il mancato traguardo? Domande che oggi le persone a lui care si pongono, ma alle quali nessuno potrà dare una risposta. Nel frattempo resta il dolore per una famiglia che nel giorno che doveva essere di festa ha perso il suo unico figlio.