Lo studio: 7 su 10 hanno la Delta
Il genetista Stuppia non ha dubbi: i nuovi positivi al virus mutato sono tutti giovani e giovanissimi
PESCARA. In Abruzzo sette contagi recenti su dieci sono riconducibili alla temuta variante Delta. La prevalenza della mutazione nelle quattro province aumenta e supera, secondo le stime, il 70%, togliendo sempre più spazio alla variante Alfa (prima denominata “inglese”), responsabile della terza ondata in Abruzzo.
Gli accertamenti condotti a livello locale, tra l'altro, confermano ciò che le autorità sanitarie internazionali ripetono da tempo: la Delta è estremamente più contagiosa dei ceppi precedenti.
I NUMERI. Stando ai dati ufficiali, in Abruzzo sono poco più di 250 i contagi emersi nelle ultime settimane riconducibili alla variante Delta. Gli esperti, però, sono ormai certi che i numeri descrivano solo una parte del fenomeno. Da un lato ci sono gli asintomatici, che difficilmente verranno individuati, dall'altro non tutti i tamponi risultati positivi possono essere sequenziati, soprattutto ora che i numeri sono in aumento. Il sequenziamento, infatti, è lungo e complesso.
Viene quindi eseguito a campione, seguendo logiche che consentono di fotografare quanto più possibile il quadro complessivo.
SEQUENZIAMENTO. Due i laboratori che si occupano delle attività di campionamento: il laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'università D’Annunzio di Chieti e l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.
Nelle ultime ore dagli accertamenti della struttura universitaria sono emersi altri dieci contagi riconducibili alla variante, tutti riguardanti il Pescarese. Se, in base ai dati ufficiali, i numeri più alti sono nel Teramano, ci sono ormai chiari segnali che dimostrano come la Delta stia circolando su tutto il territorio regionale.
PIÙ CONTAGIOSA. Nel sottolineare che, secondo le stime preliminari, la variante Delta ha «ormai superato il 70% di prevalenza», il direttore del laboratorio di Genetica molecolare della D’Annunzio, Liborio Stuppia, si sofferma su due aspetti. «Vediamo una carica virale molto alta», dice, a conferma di quanto sia più contagiosa la mutazione del virus, anche in caso di soggetti asintomatici. Altro tema è quello relativo all'età dei contagiati, che «sono tutti giovani e giovanissimi».
In questa fase della pandemia, secondo l'esperto dell’Unich, «abbiamo una grande dimostrazione: rispetto alla scorsa estate, quando i casi erano vicini allo zero, a causa della variante Delta i numeri dei contagi aumentano, ma dal punto di vista clinico stiamo bene. Di questo», osserva Stuppia, «dobbiamo ringraziare i vaccini». (l.d.)

