Locali, i gestori: no alla riduzione dei tavoli

Movida e limiti anti-rumori, le associazioni di categoria ascoltate in Comune: il piano è da riscrivere
PESCARA. Fermare tutto e riaprire la discussione sulla movida, i tavolini all’aperto e i rumori, ascoltando le proposte delle associazioni di categoria. È questa la richiesta che Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato hanno formulato ieri incontrando i capigruppo in consiglio comunale e il presidente dell’assise civica Marcello Antonelli. C’erano Riccardo Padovano (Confcommercio), Gianni Taucci (Confesercenti), Luciano Di Lorito (Cna), Fabrizio Vianale (Confartigianato), l’avvocato Andrea Lucchi, rappresentante legale degli esercenti di Piazza Muzii, e il consulente tecnico di parte Sandro Spadafora. Un primo incontro c’era stato in mattinata con la commissione Attività produttive, presieduta da Fabrizio Rapposelli (Fi).
«In 48 ore», spiegano i rappresentanti delle associazioni di categoria, «va ritirata la determina del dirigente Aldo Cicconetti che riduce i tavoli all’aperto nella zona della movida: danneggia le attività e ha profili di illegittimità, considerato che di fatto ha cambiato le regole in corsa. È un po’ come giocare una partita di calcio e ritrovarsi al secondo tempo con regole diverse». Il secondo impegno che è stato chiesto ai capigruppo è ad «emendare il Piano acustico con il nostro contributo, prima che si arrivi in consiglio comunale per l’approvazione definitiva». La terza proposta è finalizzata a «rivedere il Regolamento di igiene e sanità pubblica, fermo al 2009, che appare anacronistico ed è aperto all’interpretazione». Tutte richieste basate sul presupposto che il momento è «negativo» per quegli operatori che, peraltro, hanno già pagato per l’occupazione del suolo pubblico ma ora hanno saputo di dover limitare i tavolini. «Abbiamo notato un’apertura di buona parte dei capigruppo presenti quindi speriamo che buon senso prevalga». «Ora», dice Di Lorito, responsabile Commercio della Cna, «la giunta deve fare i suoi passi e dare un atto di indirizzo», se le richieste saranno accolte.
Zaira Zamparelli (Fdi) ha fatto presente che «si stanno applicando le misure di salvaguardia previste dal Piano di risanamento acustico, in vista della sua approvazione» e che «i Regolamenti vanno applicati, non decide la politica di cambiarli. Siamo aperti a qualsiasi confronto per fare il possibile, per il commercio ma anche per il rispetto del diritto dei residenti a riposare. Siamo disponibili a recepire le indicazioni delle associazioni, che devono avere il parere favorevole dei dirigenti. E comunque è arrivato il momento di trovare un punto di caduta». Ma per Vincenzo D’Incecco (Lega) i margini per intervenire non ci sono più. «In passato, con la giunta Alessandrini, si sono allargate le maglie: si doveva fare a quell’epoca la concertazione, però nessuno mi ha ascoltato. In quel periodo la voce dei residenti non è stata ascoltata e oggi loro hanno intrapreso un’altra strada»: si pensi alla richiesta di risarcimento danni ma anche alle sentenze intervenute in altre città. «Quindi, sarà un giudice a decidere. E poi sugli atti del dirigente io non prendo impegni, non so se lo farà l’assessore Cremonese». Nessun dubbio che si debba tornare indietro, per Erika Alessandrini (M5S). Ha «chiesto che la maggioranza inviti sindaco e giunta a fare delle scelte», seguendo la linea «del buon senso. E deve valere ovunque, non solo a piazza Muzii, visto che il Piano si applicherà ovunque». Il rischio è che, «a cascata, ci saranno reazioni e lamentele anche in altre zone». (f.bu.)

