Locali pieni, Pescara riscopre il piacere di mangiare fuori casa

Nonostante il lunedì, in tanti hanno riempito bar e ristoranti nel primo giorno del ritorno in zona gialla «Abbiamo prenotazioni per tutta la settimana: i clienti sono più consapevoli e rispettano le regole»
PESCARA. Con il ritorno in zona gialla si riaccende la voglia dei pescaresi di socialità. Di sedersi al tavolo di un locale per scambiare quattro chiacchiere di fronte a un aperitivo o per un pranzo. Complice la giornata di sole, sono in molti che, pur se di lunedì, hanno approfittato della riapertura al pubblico di bar e ristoranti. Quasi tutti i gestori hanno rialzato le loro serrande, senza i turni di riposo settimanale. Parola d'ordine è ricominciare a lavorare e sfruttare ogni giorno per provare a fare qualche incasso.
«Eravamo già pronti per la riapertura di domenica», confessa Piero Gaspari, titolare insieme ai tre fratelli di Cala di Ponente, il ristorante di pesce che da giugno ha cambiato location, spostandosi dalla riviera sud nella porzione nord del lungomare. «Solitamente siamo chiusi di lunedì, ma abbiamo approfittato di questo ritorno in zona gialla, per fare almeno una settimana piena di lavoro. Abbiamo avuto una quindicina di clienti e abbiamo sfruttato il servizio per preparare tutta la linea in cucina. Già da domani (oggi per chi legge) e per tutta la settimana abbiamo diverse prenotazioni in crescendo fino al weekend. Chi ci conosce sa che può fidarsi, che qui sono rispettate al massimo tutte le regole di distanziamento e igienizzazione».
Riapre oggi, Giovanni Di Giovanni, chef e titolare del ristorante marinaro Lo Scoglio, a Pescara Vecchia. «Il lunedì siamo chiusi, anche perché pesce fresco non se ne trova. Oggi però ripartiamo, facendo ancora una volta una nuova scommessa. Lavoriamo molto con i pranzi per gli uffici della zona, ma lo smart working ha ridotto la clientela. Puntiamo sul weekend, ma speriamo anche di poter essere ancora aperti in occasione del carnevale e di San Valentino».
Bilancio positivo per Riccardo Martini, proprietario di Casa Flaiano, nel centro storico. «Sono tornati subito i clienti più fedeli che lavorano negli uffici della zona, quelli che in tutte queste settimane sono stati costretti a fare la pausa pranzo con un sandwich o con qualcosa di preparato da casa. Avevano voglia di tornare al ristorante. Ho già diverse prenotazioni per i prossimi giorni e soprattutto per il weekend. I clienti sono più consapevoli e abituati al rispetto delle regole. Una persona, ad esempio, ha fatto una prenotazione per 7 per domenica, richiedendo in autonomia un tavolo da 4 e un tavolo da 3». Tutto esaurito nel ristorante da 35 coperti a prova di Covid. «Non sapevo cosa aspettarmi e invece è andata molto bene, proprio perché la gente ha voglia di socialità».
Quello stesso desiderio lo ha riscontrato Viviana Zeri, braccio destro del figlio Jacopo Mascioli, titolare di Vinamore. «Questo primo giorno è andato molto bene. C'è tanta voglia di uscire, di ritrovare un po' di socialità. Per noi è una vera e propria rinascita. Questo locale in origine era una braceria. Potendo stare aperti solo a pranzo ci siamo dovuti rimodellare. In questo lungo periodo di chiusura abbiamo fatto dei lavori e comprato nuovi macchinari, per prepararci a una formula completamente diversa. Differente è quindi anche la clientela che stiamo abbracciando, e devo ammettere che come debutto è andata bene». Il ristorante in centro conta fino a 53 coperti al chiuso, a prova di Covid, più una decina di tavoli all'aperto. «Abbiamo avuto una trentina di persone tra il pranzo e l'aperitivo, ma è molto difficile riattivare la struttura all'ultimo momento, riallestire tutta la linea e gestire gli approvvigionamenti. Ci vuole più programmazione».
«Il lunedì è sempre un giorno particolare», commenta Valerio D'Amico, uno dei soci di Soms, la nuova Società operaia di mutuo soccorso, aperta lo scorso agosto nel cuore di Pescara, da 45 coperti con le norme Covid. «Come primo giorno mi aspettavo qualcosina in meno e invece abbiamo riempito 25 coperti. Siamo un ristorante nuovo, abbiamo avuto appena due mesi per farci conoscere e non abbiamo avuto nemmeno il tempo di creare una formula dedicata al pranzo di lavoro, eppure le richieste ci sono. Domenica, avevamo 60 prenotati su due turni, ma con lo slittamento a lunedì del ritorno in fascia gialla abbiamo dovuto annullarli. Continuiamo a ricevere tante prenotazioni su tutta la settimana, specie per il prossimo weekend. La speranza è di poter avere continuità nel lavoro, specie per un ristorante come questo. Le decisioni prese all'ultimo minuto non ci aiutano. Lavoriamo con materie prime particolari e per il loro approvvigionamento servono a volte anche 3-4 giorni. Ciò vuol dire che facciamo scommesse continue. Venerdì scorso ad esempio, pur non avendo la certezza della riapertura, abbiamo comunque fatto gli ordini ai fornitori, con il rischio di dover buttare la merce qualora non avessimo potuto ripartire». Soddisfatto anche Daniele D'Alberto chef e co-titolare di Nole, il ristorante-bistrot nel centro città. «In questo periodo abbiamo continuato a lavorare con l'asporto. La nostra macchina per fortuna era già attiva. La ripartenza è andata bene sia per le colazioni sia per il pranzo. Le persone desiderano tornare a pranzo fuori e infatti ho parecchie prenotazioni distribuite su tutta la settimana».

