Logistica militare, occasione per Ortona

Lo scalo portuale abruzzese potrebbe rivelarsi strategico nel piano europeo di Military Mobility
PESCARA. Il potenziale ruolo del programma europeo di Military Mobility per il porto di Ortona viene citato nell’intesa che il 12 dicembre Regione e Autorità portale di Ancona firmeranno alla Camera di Commercio Chieti Pescara. Nel testo, infatti, viene indicato tra gli obiettivi «l’inserimento del porto di Ortona nella rete core o comprehensive, anche in considerazione della rilevanza militare dello scalo nell’ambito della prossima priorità Cef Military Mobility».
Il documento fa riferimento al piano di interventi infrastrutturali che l’Europa metterà in campo nel periodo 2021-2027 per favorire la mobilità delle Forze armate europee in caso di crisi. Il piano ha un budget previsto di 6,5 miliardi di euro e servirà a migliorare e a rendere più agevole la mobilità di unità militari, di materiali e merci attraverso e oltre i confini dell’Unione europea.
Oggi questa capacità è fortemente limitata a livello infrastrutturale, soprattutto per la scarsa capacità di ponti e gallerie di rispondere a carichi troppo pesanti o troppo alti. Ostacoli sono presenti anche sulla rete ferroviaria. Ma ci sono anche vincoli non materiali, ma burocratici, che rendono lunghe e complesse le procedure amministrative per il trasporto di merci pericolose su strada. Va precisato che la Military Mobility è stata pensata dalla Ue come rafforzamento delle sinergie civili-militari. In sostanza, gli scali o le altre infrastrutture oggetti di investimenti resteranno pienamente utilizzabili per le attività civili.
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