Londra, killer inglese L’Is rivendica l’attacco

24 Marzo 2017

È un lupo solitario noto ai servizi, controllato ma ritenuto «marginale» La premier: «Non abbiamo paura». Otto arrestati: preparavano attentati

ROMA. Ha un nome e una storia l’attentatore di Londra, un “lupo solitario” già noto ai servizi britannici che ha ucciso quattro persone e provocato 40 feriti davanti al più antico parlamento del mondo, così come il suo gesto da ieri ha una matrice riconosciuta, quella dell’estremismo islamico. Con un comunicato in inglese e in arabo pubblicato da Amaq news agency, organo di propaganda dello Stato islamico, il Califfato ha rivendicato l’attacco a Westminster: «L’assalitore di Londra era un soldato dello Stato islamico che ha agito in risposta agli appelli a colpire i cittadini delle nazioni che fanno parte della Coalizione». Il “martire” è Khalid Masood, 52 anni, cittadino britannico originario del Kent e residente a Birmingham, capitale industriale delle Midlands e “cuore nero” del Regno per l’elevata presenza di estremisti, dove mercoledì notte sono scattate una serie di perquisizioni che hanno portato a sette arresti. Una ottava persona è stata catturata a Londra. Si tratta di tre donne e cinque uomini sospettati di preparare nuovi attentati terroristici, fermati mentre gli investigatori esaminano, tra l’altro, un post sospetto con l’immagine di una pistola e una stringa in codice Morse che conduce al luogo dell’attacco, pubblicato il giorno prima sulla piattaforma web “4chan”.

Proprio come l’attentatore all’aeroporto di Orly, che il 18 marzo aveva attaccato una soldatessa, Masood era un piccolo criminale con numerosi precedenti e condanne, ma non era nella lista dei potenziali terroristi tenuti sotto sorveglianza dall’MI5, il servizio segreto di Sua Maestà né era mai stato condannato per terrorismo. Era stato però tenuto sotto controllo dall’intelligence per il potenziale rischio di radicalizzazione.

I vicini lo chiamavano “il vampiro”, perché era «un tipo strano» e usciva di notte sempre vestito di nero. A Birmingham l’uomo, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe noleggiato il suv usato per falciare come birilli i passanti e i turisti sul Westminster bridge per poi schiantarsi contro un cancello del parlamento e colpire a morte con un coltello un poliziotto di guardia, Keith Palmer, una delle quattro vittime innocenti dell’attacco assieme a una donna spagnola di 43 anni, Aysha Frade, un turista americano di 54 anni, Kurt Cochran e un uomo di 75 anni morto ieri sera in ospedale le cui condizioni erano disperate. A fermarlo, con tre colpi di pistola, è stato un agente della sicurezza del ministro della Difesa Michael Fallon, presente a Westminster.

«Era già conosciuto ai servizi, ma era considerato un elemento marginale» ha detto ieri il premier Theresa May parlando davanti ai deputati nella Camera dei Comuni. «Ma non sono previsti imminenti ulteriori attacchi» ha sottolineato, confermando tuttavia «che il livello d’allerta resta alto, il che significa che sono possibili altri attentati». May ha confermato la natura estremista del gesto: «È sicuramente di matrice islamica e ispirato da quella ideologia - ha detto - Dobbiamo reagire con fermezza e aumenteremo la presenza di forze dell’ordine in tutto il Paese. Ma non abbiamo paura e non ci facciamo intimorire. È stato un attacco contro la gente libera. Siamo qui riuniti nel più antico dei parlamenti perché sappiamo che la democrazia e i valori che essa rappresenta prevarranno sempre. Milioni di gesti di normalità sono la risposta al terrorismo».

Da Buckingam Palace anche la regina Elisabetta ha fatto sentire la sua voce, parlando di «terribile violenza» in un messaggio inviato ai vertici della polizia di Londra dopo che mercoledì era stata rinviata la visita della sovrana e del principe Filippo alla nuova sede di Scotland Yard. «Profondamente addolorato per la perdita di vite umane» si è detto anche il Papa, che ha inviato un messaggio al cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster.

«I londinesi non si faranno mai intimidire né piegare dal terrorismo» ha detto il sindaco di Londra, il musulmano Sadiq Khan, che ha invitato i suoi concittadini a unirsi a lui in una veglia a Trafalgar square. Alle 18 migliaia di persone commosse si sono raccolte tra imponenti misure di sicurezza nella piazza trasformata da una distesa di lumini in un sacrario in memoria delle vittime. «Sconfiggeremo i terroristi» ha promesso loro il ministro dell’Interno Amber Rudd nella città in lutto, segnata dalle bandiere a mezz’asta. Ma intanto riaffiorano polemiche sui poliziotti, i “bobbies”, spesso disarmati schierati nel Paese: disarmati come il povero Palmer.

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