Loreto Aprutino, due secoli di pane: i Nobilio chiudono

LORETO APRUTINO. Si chiudono oltre due secoli di storia della dinastia dei Nobilio, panificatori e macellai, arrivati a Loreto nei primi dell’800 dalla Calabria. Cinque forni nel centro storico e in...
LORETO APRUTINO. Si chiudono oltre due secoli di storia della dinastia dei Nobilio, panificatori e macellai, arrivati a Loreto nei primi dell’800 dalla Calabria. Cinque forni nel centro storico e in piazza, che oggi non ci sono più, cancellati dal tempo che avanza e dalle leggi di mercato.
Ecco la mappa del pane che non c’è più: Nicola e il figlio Donato in via Luna, poi il secondo figlio, Corradino, alla piazzetta (prima emigrò in Venezuela), Clementino in via Martiri Pennesi (accanto alla chiesa di Sant’Antonio), Remo "di Pipinucce" in via dei Normanni, Donatuccio nella piazza vecchia, Achilluccio in via Rasetti e Leonardo, con i suoi figli e la moglie Anna, in piazza Garibaldi. Oggi sono tutti chiusi, entrati nella storia del commercio del paese vestino e nel libro dei ricordi dei loro affezionati clienti. Erano tutti "griffati" Nobilio: la loro fama aveva varcato anche i confini nazionali. I loro parenti emigrati in giro per il mondo avevano dato vita ad attività di successo in Sudamerica, New York e in Quebec. Ovviamente, erano tutti fornai.
Dopo l’addio alle mitiche pizzette di Corradino e ai taralli di Remo, e a tutti i profumi e gli odori del pane “made in Loreto”, che ha alimentato generazioni di loretesi, e non solo, è arrivata dopo 53 anni la chiusura anche per l’ultimo forno, quello di Leonardo e dei figli Francesco e Clementino. Un vero dispiacere per la clientela che per una vita ha frequentato il punto vendita. Chiude l'ultimo artigiano del pane, e la storia di Loreto perde pezzi del passato e delle sue grandi e amate tradizioni.

