Loreto, tre giorni di festa per San Zopito

Oggi concerti e spettacoli, domani la tradizionale processione con il bue: scattano i divieti in centro
LORETO APRUTINO. Iniziano oggi, a Loreto Aprutino, i festeggiamenti in onore di San Zopito martire, santo patrono del paese. Ricco il programma religioso e civile organizzato dall'associazione culturale San Zopito. I festeggiamenti proseguiranno per tre giorni, fino a lunedì. Previste anche delle variazioni al traffico cittadino con la chiusura di piazza Garibaldi, lato parcheggio ufficio postale, di via dei Normanni e di via Vittorio Veneto dalle 18 alle 24 di oggi, dalle 10 alle 13 e dalle 18 a mezzanotte di domani, e dalle 18 a mezzanotte di lunedì.
Domani e lunedì saranno le giornate di festa caratterizzate rispettivamente dalla tradizionale benedizione dei «vetturali» e del «bue» (domenica 28 alle 11) e dalla processione con le reliquie del Santo (lunedì alle 18). La processione vedrà il famoso rito dell'inginocchiamento del bue. Domani mattina, alle 11, il bue sarà benedetto assieme ai vetturali, bardato dei tradizionali drappi e poi sarà fatto salire un bambino sull’animale prima di partire per la rievocazione assieme ai vetturali. La tradizione prevede che il bue si inginocchi davanti alla chiesa di Sant'Antonio, alla chiesa di San Pietro e davanti al palazzo Valentini. Lunedì, poi, è prevista la sacra processione durante la quale al passaggio nella piazza principale del paese, ci sarà l'incontro con la reliquia di San Zopito e ancora una volta il bue verrà fatto inginocchiare.
Ricco anche il programma civile. Oggi, alle 21, si esibirà, direttamente da «The voice», Pino Blonna show, mentre alle 21.30 sarà la volta di Antonio Sorgentone, cantante e pianista e poi a seguire il dj set Umberto Palazzo. Musica dal vivo e dj anche nelle serate di domani e lunedì. Una processione ed una festa patronale, quella di San Zopito, che affonda le sue radici secoli e secoli fa. La festa popolare, infatti, è dedicata al miracolo che, secondo la narrazione, avvenne nel 1711 in una contrada del paese, al passaggio della processione partita da Penne, all'epoca sede vescovile e in cui erano custodite le reliquie del Santo dopo il rinvenimento e il prelievo nelle catacombe di San Callisto, a Roma nel 1710. La leggenda narra che al passaggio del corteo religioso e delle spoglie del santo, un contadino non si fermò continuando a lavorare, mentre il bue si avvicinò e si inginocchiò spontaneamente alla reliquia. (f.bel.)

