Lotta agli abusivi in città, servono 2 milioni e mezzo

28 Maggio 2018

Via Rigopiano, D’Alfonso scrive al prefetto e per conoscenza alla Procura «Pronti a individuare possibili risorse, ma vanno garantiti ordine e sicurezza»

PESCARA. Cento alloggi dell’Ater e altri venti del Comune occupati abusivamente. Centoventi in tutto. Per sgomberarli, unendo tutte le voci, comprese quelle del trasloco, del deposito delle masserizie degli abusivi con relativa assicurazione, ci vogliono grosso modo 20mila euro ad alloggio. Due milioni e 400mila euro in tutto.
Non è solo in via Rigopiano l’emergenza illegalità, che lì è diventata anche un’emergenza sociale con soli 27 appartamenti su 80 occupati da assegnatari in regola, quotidianamente vessati e minacciati dagli altri. Ma è una piaga diffusa - e costosissima da sanare - in tutti i rioni popolari cittadini, come è emerso dalla riunione in Prefettura dello scorso giovedì, a cui hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore Massimiliano Serpi, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il sindaco, il comandante dei vigili urbani, il questore, i comandanti di Carabinieri e finanza, l’Ater e l’Aca. Un incontro a cui il presidente D’Alfonso ha fatto seguito con una lettera, indirizzata al prefetto Gerardina Basilicata e per conoscenza a tutti i partecipanti di quella riunione, e che il presidente ha deciso di rendere pubblica ieri, dopo la manifestazione dei residenti di via Rigopiano che sabato, con il Movimento 5 Stelle, hanno fatto un sit-in davanti alla Regione, in attesa di un incontro con D’Alfonso. Incontro fissato per venerdì primo giugno.
E con la premessa «ho già dato disposizione al direttore del dipartimento Risorse e organizzazione di individuare possibili risorse per contribuire agli adempimenti necessari alla esecuzione degli sfratti per occupazione sine titulo e alla conseguente riassegnazione degli immobili», D’Alfonso puntualizza subito: «Non è accettabile che il denaro pubblico venga impiegato per far fronte a simili situazioni anomale, a discapito invece di un corretto utilizzo in interventi strutturali concernenti la manutenzione, che realizza l’effettivo miglioamento dei beni».
«La Regione», scrive ancora il presidente, «non può alimentare una situazione che sta rischiando di dare vita a una sorta di mercato parallelo per l’attività di sgombro degli alloggi».
Detto questo, scrive D’Alfonso al prefetto, serve «l’impiego di risorse umane delle notevoli competenze pescaresi». “Competenze” finalizzate all’ordine e la sicurezza pubblica, che non riguardano solo le forze dell’ordine, ma anche la Procura stessa che, ad esempio, come avvenuto qualche anno fa, potrebbe contribuire ad abbattere i costi di sgombero di almeno 5mila euro disponendo che le masserizie traslocate degli abusivi non vadano in deposito a spese dell’ente, ma riaffidate ai proprietari. E in caso i proprietari spariscano, inviate direttamente al macero. Per abbattere i costi e soprattutto per non arrivare al paradosso attuale: si sta ancora pagando, dopo gli sfratti del 2011, il deposito, e l’assicurazione, sulle masserizie degli abusivi mai più ritirate. (s.d.l.)