Lotti a Pescara: il Paese deve cambiare e noi siamo il cambiamento

Confronto sull’attualità e sul futuro del centrosinistra alla presenza del sottosegretario all’Editoria, del sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini, del governatore e del direttore editoriale Finegil, Luigi Vicinanza. L’occasione è la presentazione del libro “Le catene della sinistra”
PESCARA. «Abbiamo l'opportunità di vedere e affrontare il futuro in modo diverso, slegato dai vecchi schemi. Oggi c'è un nuovo centrosinistra e vogliamo portarlo avanti. Rompiamo queste catene perchè il Paese ha bisogno di cambiare qualcosa e noi vogliamo rappresentare questo cambiamento». Lo ha affermato a Pescara il sottosegretario di Stato con delega all'Editoria, Luca Lotti, rispondendo ai giornalisti, in occasione della presentazione del libro «Le catene della sinistra» di Claudio Cerasa, giornalista del Foglio. Una presentazione che ha visto la partecipazione anche del governatore Luciano D’Alfonso, del sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini, nonché di Luigi Vicinanza, direttore editoriale Finegil.
Lotti è anche intervenuto sul risultato alle europee. «È un 40% in prestito quello che ci hanno dato gli italiani» : così il sottosegretario Luca Lotti a Pescara. «Gli italiani ci hanno dato in prestito un po’ di credibilità», ha aggiunto parlando dei risultati elettorali del centrosinistra.
«Una delle catene che abbiamo spezzato a maggio è questa: ci siamo detti che un centrosinistra che può vincere esiste ed è il centrosinistra del 40%», ha aggiunto Lotti. « ufficiale che la sinistra aveva delle catene - ha detto facendo riferimento al titolo del libro di Claudio Cerasa - erano le catene del rapporto con la magistratura, del rapporto con Berlusconi, quei governi come quello Prodi che necessitavano di 103 persone per poter mettere insieme tutti».
«Riusciremo a vincere se supereremo la "Cassanite". Riusciremo a vincere se il governo riuscirà a vincere il suo personale mondiale», ha detto poi il sottosegretario, soffermandosi su alcuni passaggi del volume e sottolineando che «Cassano è un fantasista, un grande giocatore, ma non ha mai vinto il mondiale. Renzi tante volte è immaginato come l'uomo solo, il fantasista solo, ma il fantasista ha anche tanti mediani», ha concluso.

Anche il governatore D'Alfonso ha voluto dire la sua: «La politica deve andare oltre i legamenti che vengono dal passato cercando di cogliere per intero la realtà dei fatti e la verità della realtà. Renzi con la sua squadra di governo e di impegno politico - ha detto il governatore - è riuscito a rompere le catene, ad andare oltre le comodità dell'appartenenza, a cercare di vedere fino in fondo che cosa l'economia, la società, la cultura e anche la realtà delle cose mettono in evidenza». D'Alfonso, nel corso del suo intervento, ha sottolineato che «per vincere e rivincere bisogna capire quello che succede nella vita reale delle persone; dobbiamo riagganciare quel rapporto di rispetto nei confronti della realtà». Il presidente ha poi affermato che «tra il territorio, la periferia e Roma c'è oggi un rapporto che funziona e dall'Abruzzo vogliamo promuovere un atteggiamento propositivo e migliorativo nei confronti del Governo nazionale».
Un dibattito anche sul linguaggio per la comunicazione. «Con Luciano battagliamo spesso sul fatto che lui cita i santi e io su questo non sono competitivo»: così il sottosegretario Giovanni Legnini ha ironizzato sul linguaggio e le frequenti citazione colte usate dal governatore dell'Abruzzo. L'occasione è stata il commento al risultato elettorale del 25 maggio, per molti versi superiore alle aspettative per il Pd. «Ad aprile potevamo dire, parafrasando Montale, che la situazione per noi era "ciò che non siamo ciò che non vogliamo" - ha detto
Legnini - poi è accaduto quello che sappiamo». Da sottosegretario all'Economia, l'abruzzese Legnini ha parlato anche di spending review: «La vera spending review fu definita da Tommaso Padoa Schioppa che io considero uno dei migliori ministri dell'Economia», così il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini a Pescara.
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