Luca, l’addio nella chiesa di Zanni Il vescovo: «Vicini alla famiglia»

Sarà la parrocchia della Visitazione a ospitare i funerali del bambino di 4 anni, la data è da fissare Lì era stato battezzato da don Cristiano Marcucci, che ieri ha ricordato il piccolo durante la messa
PESCARA. Si svolgeranno nella chiesa Visitazione della Beata Vergine Maria, nel quartiere Zanni, i funerali del piccolo Luca Di Mastrogirolamo, 4 anni, morto domenica scorsa schiacciato dal trattore guidato dal papà nel giardino dei nonni, in strada del Palazzo, ai Colli.
Ma la data delle esequie non è stata ancora fissata: la salma, dopo il prelievo delle cornee eseguito su richiesta dei genitori del piccolo, è ancora all’obitorio dell'ospedale di Pescara a disposizione dell’autorità giudiziaria, con il nulla osta che potrebbe arrivare tra oggi e domani. Una tragedia che ha scosso l’intera città tanto che nella messa di ieri pomeriggio, il parroco della Visitazione, don Cristiano Marcucci, ha invitato i fedeli «a pregare per Luca, il bambino investito dal trattore».
Un bimbo che il sacerdote conosceva, avendolo battezzato quattro anni fa. «Solo silenzio e preghiera», invoca il sacerdote, nel pieno rispetto dell’immenso dolore che sta vivendo la famiglia, con la mamma Daniela, infermiera all’ospedale di Lanciano e il papà Enio, 54 anni, operaio di Fameccanica, a Sambuceto. Proprio su di lui, che era alla guida del trattore, domenica dopo pranzo, sono concentrate le attenzioni e le preoccupazioni di chi lo conosce come uomo e come padre, profondamente legato al suo Luca e alla sorellina Lara, di cinque anni e mezzo. È ai due genitori che va anche il pensiero di monsignor Tommaso Valentinetti. L’arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne, contattato dal Centro, esprime la sua «vicinanza e il suo dolore alla famiglia del piccolo Luca», ed esorta ad essere «vicino a chi soffre, con la preghiera». Una tragedia che ha sconvolto la città e l’intero Abruzzo, come ha sottolineato sin da domenica, poche ore dopo la tragedia, il presidente della Regione Marco Marsilio, e come hanno rimarcato i sindaci delle due comunità coinvolte, Carlo Masci per Pescara, dove è avvenuto il fatto, e Ottavio De Martinis per Montesilvano, dove vive la famiglia, in via Verrotti.
Intanto vanno avanti le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. Enio Di Mastrogirolamo, stravolto dal dolore, ha riferito alla polizia municipale diretta da Danilo Palestini, di aver visto Luca sulla bicicletta davanti a lui, che era sul trattore.. Poi si è voltato, con busto e testa, per effettuare la retromarcia, ma quando si è rigirato non ha visto più il bambino. Capisce che è successo qualcosa. Scende dal mezzo, il piccolo è a terra, immobile. Tenta di soccorrerlo, ma invano. L’uomo urla e chiede aiuto, i vicini chiamano i soccorsi. Ma per Luca non c’è nulla da fare. Enio, sotto choc, viene portato in ospedale, accompagnato da un cugino. Ci resta solo poche ore. Lunedì mattina le dimissioni e il ritorno a casa ,e tutta la sua disperazione nella frase che non smette di ripetere, «l’ho ucciso».
«Luca era un bambino sereno e attento», le parole della preside Daniela Massarotto anche a nome di tutta la comunità scolastica di Piano T, a Zanni, dove il bambino frequentava il secondo anno d’asilo.

