Luca morto a Londra di Covid 19 Di Maio assicura: faremo chiarezza

1 Aprile 2020

Il padre del 19enne di Nereto conferma il decesso per coronavirus, la madre ancora senza tampone Il sindaco Laurenzi accusa: «In Italia si sarebbe salvato, lì curato col paracetamolo e per telefono»

NERETO. Saranno accertate con chiarezza le cause del decesso di Luca Di Nicola, il 19enne di Nereto morto a Londra a causa del coronavirus: ad assicurarlo è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha espresso cordoglio per la morte del giovane. Di Maio avrebbe inoltre chiesto all’ambasciata italiana in Gran Bretagna di essere costantemente aggiornato sulla salute della madre del ragazzo, Clarissa, al momento in autoisolamento insieme al compagno.
Sul fatto che a causare la morte di Luca sia stato il Covid-19 ormai non ci sono più dubbi. Il tampone fatto al ragazzo neretese, che si era trasferito in Inghilterra per lavorare come cuoco, ha dato esito positivo. È stato il padre Mirko Di Nicola a dare la notizia con un post sui social nel quale, pur nel dolore, ha trovato il coraggio e la forza di chiedere a tutti di restare a casa per arginare la malattia che sta flagellando ormai l’intera Europa.
«Anche un cuore grande, il più grande di tutti può cessare di battere», questo il pensiero che il padre ha dedicato al figlio 19enne, «forte e bello come il sole continua a volare figlio mio, sei nell’anima».
Ci si augura ora che la quarantena per la madre di Luca e per il suo compagno finisca presto, e che soprattutto finisca dando esito negativo al coronavirus: come segnalata da una zia di Luca, alla coppia non è ancora stato fatto il tampone. Tuttavia sembra che sia la madre sia il compagno abbiano avvertito alcuni sintomi della malattia.
Allo stesso tempo si spera anche le spoglie del giovane possano rientrare presto a Nereto, dove la morte del 19enne ha destato grande sconforto e cordoglio da parte di tutta la cittadinanza. Sul rientro della salma però non si hanno ancora notizie certe: non ne ha né il sindaco Daniele Laurenzi che ha contattato la Farnesina, né la famiglia del ragazzo.
Lo stesso sindaco Laurenzi è intervenuto sulla morte del concittadino emigrato a Londra. La morte di Luca tra l’altro rappresenta quella del più giovane abruzzese deceduto a causa del coronavirus, seppur non in Italia. «La cosa ha stravolto tutto il paese», ha dichiarato il sindaco, tra i primi a chiedere alle autorità italiane che si faccia luce sulle cause della morte del giovane abruzzese. «Ho scritto a Di Maio affinché accerti le cause di morte di Luca Di Nicola e per sapere come sta la madre», ha aggiunto Laurenzi, «una cosa è certa: se Luca era in Italia si sarebbe salvato perché l'avremmo curato meglio. E con questo si vede la differenza tra il nostro sistema sanitario e quello inglese».
Per il primo cittadino la scomparsa di Luca è «una tragedia nella tragedia: un po’ per la giovane età, un po’ per le cause. Qui ci conosciamo tutti, e questa cosa ci ha travolto. Ma arriva anche il tempo delle riflessioni», ha continuato Laurenzi, «ti accorgi insomma del valore della sanità italiana, pur con tutta la impreparazione e i problemi che abbiamo anche noi. Mi hanno riferito che Luca in Inghilterra sia stato curato a casa con il paracetamolo, a distanza. In tempo di coronavirus! Noi in Italia avremmo curato un inglese come un italiano», ha insistito il sindaco di Nereto, «dico questo senza nessun risvolto politico, sia chiaro, ma solo per segnalare che il nostro sistema sanitario non lascia indietro nessuno», ha concluso Laurenzi, «Luca invece stava male da giorni e si sono limitati a delle telefonate».
Luca Di Nicola ha vissuto a Nereto fino a 4 anni fa, ed è deceduto nove giorni fa per un collasso polmonare a Londra, dove aveva deciso di trasferirsi e lavorava come cuoco. Da diversi giorni accusava sintomi influenzali, così diagnosticati dal medico che aveva visitato il giovane chef l’ultima volta. Le condizioni del ragazzo sono poi precipitate. Poco prima che spirasse, ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie. La corsa disperata in ambulanza all’ospedale non è servita a salvarlo dalla morte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA